Edizioni B2B mercoledì 9 settembre 2026 Newsletter
Manifattura B2B

Meccanica, subfornitura e macchinari: i numeri del manifatturiero italiano.

BRIEF

28 milioni tra chi salva un sito e chi festeggia 50 anni allargando

Coseco rileva il sito Hiab di Statte con 10 milioni e 45 posti salvati grazie a un'intesa MIMIT, mentre Forel ne investe 18 per allargare Roncade nell'anno dei suoi 50 anni. Due strade diverse per la stessa capacità in più entro fine 2026.

Redazione Manifattura B2B · 23 agosto 2026

A Statte, vicino Taranto, un capannone fermo da mesi torna a produrre attrezzature per la movimentazione merci: Coseco ci mette 10 milioni di euro e riassume 45 persone rimaste senza lavoro con la chiusura di Hiab. A Roncade, in provincia di Treviso, Forel ne investe 18 per allargare la fabbrica che quest’anno compie 50 anni. Due cantieri aperti nello stesso periodo, due strade opposte per arrivare allo stesso risultato: più capacità produttiva prima che finisca il 2026.

Perché ti riguarda

Un sito rilevato e uno ampliato attraversano fasi diverse dello stesso ciclo di commessa, e le finestre commerciali che aprono sono opposte. A Statte si riparte da zero: il capitolato fornitori si scrive nei prossimi mesi ed è il momento in cui un fornitore nuovo ha più chance di entrare. A Roncade la fabbrica ha già una rete di fornitori qualificati da 50 anni di storia: la finestra vera è nell’indotto locale che assorbe il carico durante il collaudo delle nuove linee, non nella componentistica core. Per chi cerca personale tecnico specializzato, i due bacini coinvolti, Taranto e Treviso, hanno poco in comune per tipo di competenze richieste.

Cosa succede davvero nell’ex sito Hiab di Statte?

Hiab, gruppo svedese produttore di gru e sistemi di sollevamento per veicoli industriali, aveva fermato la produzione nello stabilimento pugliese lasciando 45 lavoratori in cassa integrazione. L’intesa per il trasferimento del ramo d’azienda a Coseco Industrie Group, azienda di Grumo Appula (Bari) attiva nella costruzione di attrezzature per la raccolta e il trattamento dei rifiuti, è stata raggiunta al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha seguito la trattativa dalla prima manifestazione di interesse fino alla firma. Il piano da 10 milioni di euro prevede il riassorbimento graduale dei 45 dipendenti in cinque fasi progressive, con percorsi di formazione mirata: gli operai che montavano gru per camion imparano a costruire compattatori e attrezzature per l’igiene urbana, il core business di Coseco. Il MIMIT ha definito l’operazione la seconda reindustrializzazione conclusa in Puglia in una settimana, dopo il caso Sofinter.

Perché Forel investe 18 milioni proprio nell’anno dei 50 anni?

Forel progetta e costruisce macchine automatizzate per la lavorazione del vetro piano, dai tagli alle linee di isolamento per finestre. Il 12 maggio 2026, nel giorno in cui l’azienda ha celebrato mezzo secolo di attività, ha presentato un ampliamento da 18 milioni di euro del quartier generale di Roncade: circa 9.000 metri quadrati in più, pensati per alzare del 40% la capacità produttiva e accorciare i tempi di consegna, secondo quanto riportato da BeBeez e confermato dal Gazzettino. L’organico salirà dalle attuali 280 alle 330 persone. Il nuovo capannone ospiterà anche uno showroom permanente per mostrare le tecnologie ai clienti che oggi arrivano quasi tutti dall’export: a differenza del caso di Statte, qui non c’è un salvataggio da gestire, solo una domanda che l’azienda dichiara di non riuscire più a soddisfare con gli spazi attuali.

Cosa hanno in comune, al netto delle differenze?

Nessuno dei due casi è un insediamento su terreno vergine, lo stesso schema già visto negli ampliamenti censiti a inizio agosto e nel bilancio della prima metà del mese: la capacità italiana cresce quasi sempre riusando un capannone già esistente, dismesso o proprio. La differenza sta nella direzione del segnale occupazionale. A Statte i 45 posti esistevano già e rischiavano di sparire: l’investimento li conserva, non li crea. A Roncade i 50 posti in più sono lavoro netto aggiuntivo, legato a una domanda export che Forel giudica strutturale e non a un salvataggio. Un titolare che legge solo il totale, 28 milioni di euro in due mesi, rischia di confondere due dinamiche di mercato opposte dietro lo stesso numero.

Cosa significa per un fornitore o per chi cerca lavoro?

Chi fa lavorazioni conto terzi e vuole entrare nella filiera di Statte ha la finestra più aperta ora, mentre Coseco definisce il nuovo capitolato tecnico: vale la pena seguire gli aggiornamenti del MIMIT e della stampa locale pugliese nei prossimi mesi, prima che i fornitori si consolidino. Chi lavora già con Forel o vuole proporsi come subfornitore di componenti per l’automazione del vetro trova invece meno spazio diretto: la rete è qualificata da decenni, e l’occasione reale è nei servizi non core (logistica, manutenzione, pulizia industriale) durante la fase di trasloco nel nuovo capannone. Sul fronte del personale, Roncade cerca profili di automazione e collaudo macchine, Statte cerca chi sa lavorare la lamiera pesante per attrezzature di sollevamento: due ricerche che raramente si sovrappongono sullo stesso candidato.

Il MIMIT ha dichiarato che seguirà “tutte le fasi” del rilancio di Statte insieme a sindacati e istituzioni territoriali: il prossimo punto da controllare, nei prossimi mesi, è se le cinque fasi di riassorbimento dei 45 lavoratori restano nei tempi annunciati.

Vai più a fondo

Fonti primarie: MIMIT, Hiab Coseco conferma acquisizione sito Statte · BeBeez su Forel · Il Gazzettino su Forel.

Approfondimenti: Aperture & Commesse agosto 2026 · Investimenti industriali estate 2026 · Margini in subfornitura: le tre leve.

Tempo di lettura: 4 minuti

← Tutte le notizie di Manifattura B2B

Il brief di Manifattura B2B

Le notizie e i dati che contano per chi decide, direttamente nella tua casella. Gratis, una volta a settimana.

Iscriviti