BRIEF
A Macchiareddu si salvano 160 posti, a Corinaldo se ne aprono 30
Il Mimit conferma la reindustrializzazione del sito Bekaert di Macchiareddu con Nuova Icom, 160 lavoratori riassorbiti. Nelle Marche il Gruppo Florence apre un hub del denim di lusso a Corinaldo e assume 30 sarti. Due investimenti di settembre, due logiche opposte.
Redazione Manifattura B2B · 13 settembre 2026
A Macchiareddu, alle porte di Cagliari, un impianto che rischiava di chiudere trova un nuovo gestore e conserva 160 posti di lavoro. A Corinaldo, in provincia di Ancona, un gruppo della moda di lusso apre un capannone nuovo e cerca 30 persone che prima non c’erano. Stessa settimana di settembre, due storie che partono da direzioni opposte e arrivano allo stesso risultato: più lavoro in fabbrica prima di fine anno.
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Un salvataggio e un’apertura sembrano la stessa notizia solo nel titolo. Chi cerca commesse a Macchiareddu deve muoversi ora, mentre il nuovo gestore scrive ancora il piano industriale e non ha fornitori consolidati. Chi vuole entrare nella filiera di Corinaldo trova invece un committente strutturato, il Gruppo Florence, con una rete di 6 laboratori nelle Marche già rodata: lo spazio per un fornitore nuovo è più stretto, ma il flusso di lavoro è già garantito. Per chi cerca personale tecnico, i due bacini non si sovrappongono: a Cagliari servono profili da trafileria e impianti per la lavorazione dell’acciaio, a Corinaldo sarte e sarti confezionisti per capispalla e pantaloni.
Cosa succede davvero a Macchiareddu?
Bekaert, multinazionale belga che nello stabilimento sardo produceva corde d’acciaio per pneumatici, aveva fermato la produzione lasciando 160 lavoratori in una crisi che si trascinava da mesi. Il 2 settembre 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha confermato al tavolo di crisi una prospettiva di reindustrializzazione: un memorandum d’intesa con Nuova Icom, azienda sarda attiva nell’impiantistica industriale, che rileverebbe il sito e parte degli impianti per avviare una nuova attività produttiva, riassorbendo tutti i 160 lavoratori. Il ministro Adolfo Urso ha parlato di “un’altra difficile crisi in Sardegna verso una soluzione positiva”, precisando che la solidità del progetto lascia spazio anche a un aumento dell’organico oltre i 160 attuali, mentre sindacati e Regione Sardegna valutano la proposta con gli strumenti a disposizione.
Il 7 settembre, cinque giorni dopo la conferma ministeriale, Nuova Icom ha presentato il piano industriale a Villa Devoto, a Cagliari, secondo quanto riportano concordemente Cagliaritoday e Sardegna Tomorrow. Il passaggio dal memorandum all’atto di acquisizione formale non ha ancora una data pubblica: è il primo punto da controllare nelle prossime settimane per chi valuta di proporsi come fornitore o subappaltatore sul sito.
Perché il Gruppo Florence investe proprio a Corinaldo?
Il Gruppo Florence, piattaforma italiana della manifattura di moda di lusso, apre a Corinaldo un nuovo hub produttivo da circa 1.400 metri quadrati con un centinaio di postazioni di lavoro, dedicato al denim di alta gamma: capispalla e pantaloni per marchi del lusso. L’apertura è fissata per settembre 2026 e viene accompagnata da un piano di assunzioni per 30 sarte e sarti confezionisti, con contratto a tempo pieno secondo il CCNL Abbigliamento e Industria della Moda, come riportano Il Resto del Carlino e Ticonsiglio, che citano posizioni aperte sia per chi ha già esperienza su macchine da cucito industriali sia per profili giovani da formare.
Il nuovo hub rafforza una presenza che nelle Marche non nasce da zero: il gruppo vi opera già con 6 laboratori e oltre 700 dipendenti, secondo Viveresenigallia. Corinaldo non è quindi un ingresso in un territorio nuovo, ma un ampliamento della capacità dentro una filiera del lusso già consolidata nel distretto marchigiano.
Cosa hanno in comune due investimenti così diversi?
Nessuno dei due casi nasce su un terreno vergine: a Macchiareddu si riusa un impianto esistente cambiando gestore, a Corinaldo si aggiunge un capannone dentro una rete già presente sul territorio, lo stesso schema già visto nel bilancio di agosto e nel censimento dell’estate. La differenza sostanziale è nella direzione del segnale occupazionale. A Macchiareddu i 160 posti esistevano già e rischiavano di sparire con la chiusura Bekaert: l’operazione li conserva, non li crea, e la parola chiave resta “riassorbimento”. A Corinaldo i 30 posti sono lavoro netto aggiuntivo, legato a una domanda di denim di lusso che il Gruppo Florence giudica solida abbastanza da giustificare un capannone nuovo, non un salvataggio.
Chi legge solo il numero totale, quasi 200 persone coinvolte fra i due casi, rischia di confondere una vertenza industriale risolta con un’espansione di mercato: sono due segnali diversi sulla salute della manifattura italiana, uno di tenuta e uno di crescita, ed entrambi vanno letti separatamente prima di trarne conclusioni sul settore nel suo complesso.
Cosa significa per un fornitore o per chi cerca lavoro?
A Macchiareddu la finestra commerciale è aperta ma incerta nei tempi: Nuova Icom ha un piano industriale presentato ma non ancora un atto di acquisizione formalizzato, quindi il capitolato fornitori non esiste ancora. Vale la pena seguire gli aggiornamenti del Mimit e della stampa sarda nelle prossime settimane, prima che il nuovo gestore consolidi la propria rete di subappalto. Per chi cerca personale tecnico, il bacino di Macchiareddu chiede competenze di trafileria e impianti per la lavorazione dell’acciaio, mentre Corinaldo cerca sarte e sarti confezionisti su macchine industriali, con selezioni già aperte e contratto pronto: due ricerche di profilo completamente diverse, che raramente incrociano lo stesso candidato.
Il punto da ricontrollare nei prossimi mesi è duplice: se l’atto di acquisizione di Macchiareddu arriva nei tempi annunciati dal tavolo Mimit, e se le 30 posizioni di Corinaldo si chiudono entro l’apertura di settembre o slittano, come capita spesso quando la ricerca riguarda manodopera specializzata su macchine da cucito industriali.
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Fonti primarie: Mimit, Bekaert nuova prospettiva industriale per il sito di Macchiareddu · Cagliaritoday sul memorandum Nuova Icom · Il Resto del Carlino sul nuovo hub Gruppo Florence.
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