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Transizione 5.0 è chiusa, le pratiche no: cosa completare e cosa imparare

Il piano Transizione 5.0 si è chiuso agli investimenti a fine 2025, ma per molte imprese restano certificazioni e comunicazioni da completare, e un credito da portare in F24. Cosa chiudere adesso e quali errori non ripetere con il nuovo iperammortamento.

Redazione · 1 agosto 2026

Fotografia editoriale della scena descritta nell articolo

Il piano Transizione 5.0 si è chiuso agli investimenti a fine dicembre 2025, ma per molte imprese la pratica non è finita: restano le certificazioni ex post, le comunicazioni di completamento e la documentazione da tenere pronta per i controlli. Ed è il momento giusto per fissare le lezioni del piano, perché gli stessi errori si ripresentano identici con il nuovo iperammortamento.

Perché ti riguarda

Se hai completato un investimento 5.0, tra certificazione ex post, conferma GSE e compensazione in F24 c’è ancora un percorso amministrativo che vale una parte consistente del beneficio. Se invece stai pianificando un acquisto nel 2026, il nuovo iperammortamento ha regole diverse ma la stessa morale: la pratica va impostata prima dell’ordine, non dopo.

Che cos’era il 5.0 e perché ha generato tanti errori?

Il piano, istituito dall’articolo 38 del decreto legge 19/2024 con le regole operative del decreto attuativo del 24 luglio 2024, legava gli incentivi a due condizioni insieme: investimento in beni digitali interconnessi e riduzione dei consumi energetici certificata. Non era un semplice credito per chi comprava una macchina nuova: senza il risparmio energetico documentato, l’agevolazione non partiva. È questa doppia natura ad aver generato la maggior parte dei problemi nelle pratiche.

I numeri della misura, come li riporta il GSE: aliquote del 35%, 40% e 45% su un unico scaglione di investimento fino a 10 milioni di euro, in funzione della riduzione dei consumi ottenuta, e una dotazione complessiva di 6,3 miliardi di euro. La stessa pagina GSE oggi avverte che le risorse dei piani Transizione 5.0 e 4.0 sono esaurite: le comunicazioni di prenotazione restano inviabili solo in coda, per l’eventualità di nuove disponibilità.

Quali errori non vanno ripetuti?

Cosa resta da chiudere adesso, in concreto?

Tre cantieri, in ordine di urgenza.

La certificazione ex post e la pratica GSE. Chi ha completato l’investimento entro fine 2025 e ha la pratica ancora aperta deve tenere il fascicolo allineato, certificazione sulla riduzione dei consumi, attestazioni sui beni, documentazione contabile, e rispondere subito alle richieste di integrazione: ogni giorno di ritardo sposta la data da cui il credito diventa utilizzabile.

La compensazione in F24. Il credito non compensato entro il 31 dicembre 2025 non è perso: la disciplina dell’articolo 38 del DL 19/2024 lo riporta in avanti in cinque quote annuali di pari importo, e la prima va portata in compensazione entro il 31 dicembre 2026. Il calcolo della capienza va fatto adesso, non a dicembre: la testata sorella ha pubblicato la guida con gli esempi di calcolo.

L’archivio per i controlli. Perizie, certificazioni e fatture vanno conservate in un fascicolo unico e recuperabile: le verifiche possono arrivare ad anni di distanza, quando chi ha seguito la pratica magari non è più in azienda.

Come funziona l’incentivo che lo sostituisce?

La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, articolo 1, commi 427-436) ha sostituito il credito d’imposta con un iperammortamento: una maggiorazione del costo del bene ai fini fiscali del 180% fino a 2,5 milioni di euro di investimenti annui, del 100% da 2,5 a 10 milioni e del 50% da 10 a 20 milioni, per beni strumentali nuovi effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, come da scheda ufficiale MIMIT. Le modalità attuative sono nel decreto interministeriale del 7 maggio 2026.

Due differenze pesano per una PMI. Primo: niente più condizione energetica per i beni digitali degli allegati, quindi cade la parte più contestata della vecchia procedura. Secondo: la deduzione richiede utili da abbattere, mentre il credito 5.0 si compensava anche senza imponibile. La burocrazia cambia forma ma non sparisce: la scheda MIMIT prevede comunicazione preventiva al GSE, comunicazioni di avanzamento e conferma finale con perizia tecnica asseverata e certificazione contabile. La piattaforma per le comunicazioni preventive è operativa dal 12 giugno 2026, e l’attesa della sua apertura ha già congelato per un trimestre gli ordini interni di macchine utensili, come racconta il crollo dell’indice UCIMU nel Q2 2026.

Qual è la mossa giusta per chi investe adesso?

La regola che il 5.0 ha insegnato vale anche per l’iperammortamento, di cui la testata sorella ha pubblicato la scheda operativa completa: prima di parlare con il fornitore della macchina, parlare con chi seguirà la pratica, commercialista o consulente specializzato in finanza agevolata. L’ordine giusto delle telefonate vale una parte significativa dell’incentivo. E la sequenza minima è sempre la stessa: verifica che il bene rientri negli allegati, stima della capienza fiscale, comunicazione preventiva al GSE prima di considerare il beneficio acquisito, perizia e certificazione pianificate da subito.

Su questa testata seguiremo la coda del 5.0 e il nuovo regime con aggiornamenti a ogni provvedimento attuativo: scadenze, chiarimenti e casi concreti dal manifatturiero.

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