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Saldatura certificata: le regole che decidono chi vince le commesse
Dal 2014 la marcatura CE delle strutture in acciaio (UNI EN 1090) impone saldatori qualificati EN ISO 9606 e un sistema qualità ISO 3834. Cosa serve a un'officina per non restare tagliata fuori dalle commesse edili e industriali.
Redazione Manifattura B2B · 3 agosto 2026
Da luglio 2014 un’officina che salda componenti strutturali in acciaio o alluminio non può più venderli per una costruzione, un capannone o una scala portante senza marcatura CE. La norma che lo impone è la UNI EN 1090-1, e a monte di quella marcatura ci sono due condizioni che riguardano direttamente chi lavora in officina: saldatori qualificati secondo la UNI EN ISO 9606 e un sistema di gestione della qualità certificato secondo la ISO 3834 (RINA, marcatura CE delle strutture in acciaio).
Perché ti riguarda
Senza questi due elementi un committente non può accettare la fornitura: chi produce strutture portanti senza marcatura CE resta fuori dal mercato edile e industriale regolamentato, non per scelta commerciale ma perché è il cliente a rischiare in proprio se accetta il pezzo. La certificazione dei saldatori secondo EN ISO 9606 costa, a seconda dell’ente e del numero di procedimenti da qualificare, tra 200 e 600 euro per singola qualifica: Bureau Veritas Italia indica 380 euro più IVA per il primo attestato e 200 euro più IVA dal secondo in poi, il Centro Italiano Saldatura fissa il prezzo dell’esame a 600 euro (Bureau Veritas · CIS). L’attestato dura 3 anni per l’acciaio (EN ISO 9606-1) e solo 2 per l’alluminio (EN ISO 9606-2): un titolare che non tiene un calendario di rinnovi rischia di scoprire la scadenza a commessa già firmata. Chi valuta l’investimento sceglie in realtà tra due mercati diversi, non tra fare bene o fare male il lavoro: certificare l’intera squadra di saldatura e il sistema qualità per entrare stabilmente nel segmento strutturale, oppure restare su lavorazioni non regolamentate dalla EN 1090 (staffe non portanti, carpenteria leggera, arredo metallico), rinunciando a quella fetta di mercato ma senza il costo ricorrente della certificazione.
Cosa chiede davvero la norma a un’officina?
La EN 1090-1 non certifica il saldatore da sola: si appoggia alla ISO 3834, che impone all’azienda un sistema di gestione della qualità della saldatura, e alla ISO 14731, che richiede la nomina di un coordinatore di saldatura con formazione ed esperienza documentate (Promozione Acciaio, certificazioni e qualificazioni per la saldatura). In pratica un’officina che vuole fornire strutture CE deve avere tre cose insieme: saldatori qualificati processo per processo (MIG, MAG, TIG, elettrodo, arco sommerso: ciascuno richiede una qualifica separata), un coordinatore di saldatura riconosciuto, e le procedure di saldatura scritte e verificate secondo la ISO 15614. Mancarne anche una vuol dire non poter marcare CE, indipendentemente da quanto sia solido il pezzo finito.
Quanto costa certificare i saldatori e chi lo deve rifare?
Il costo per singola qualifica si moltiplica per il numero di saldatori e di processi che l’officina usa: una squadra di 4 saldatori qualificati su 2 processi ciascuno significa già 8 qualifiche da tenere aggiornate insieme. La qualifica non è a vita: 3 anni per l’acciaio, 2 per l’alluminio, e va rifatta anche quando cambia in modo sostanziale il procedimento o il materiale lavorato. Chi lavora su commesse strutturali miste, acciaio e alluminio nello stesso reparto, si trova quindi due scadenze diverse da monitorare per lo stesso saldatore, con il rischio concreto di restare scoperto su un processo mentre l’altro è ancora valido.
Cosa cambia per chi resta fuori dalla EN 1090?
Non è vietato saldare senza queste certificazioni: è vietato vendere come strutturale in acciaio o alluminio marcato CE quello che esce dall’officina senza di esse. Una carpenteria che lavora solo su commissione per un cliente già certificato, che quindi si prende in carico la marcatura finale, può restare fuori dal perimetro della 1090 diretta. Diventa però un fornitore di secondo livello con margini più compressi, perché la parte a maggior valore aggiunto, la certificazione, il collaudo, la responsabilità verso il committente finale, resta a chi sta a monte nella filiera.
Chi guadagna e chi rischia quando la certificazione è solo sulla carta?
Un’officina che dichiara la marcatura CE senza avere davvero il sistema ISO 3834 e i saldatori qualificati sposta il rischio sul committente, che firma un capitolato convinto di avere una fornitura conforme e lo scopre non conforme solo in un controllo o, peggio, dopo un cedimento strutturale. Chi verifica le qualifiche prima di firmare un ordine, chiedendo i certificati dei saldatori con la relativa data di scadenza, negozia da una posizione diversa rispetto a chi si fida della parola del fornitore: è un controllo che costa un’email e qualche minuto, non una consulenza esterna.
Vai più a fondo
- RINA, marcatura CE delle strutture in acciaio e alluminio · obbligo EN 1090 dal 2014 e requisiti ISO 3834
- Promozione Acciaio, certificazioni e qualificazioni per i processi di saldatura · ISO 3834, ISO 14731, ISO 15614
- Bureau Veritas Italia, patentino saldatore UNI EN ISO 9606 · tariffe di certificazione
- Contratto di subfornitura: cosa dice la legge e come tutelarsi · le altre tutele quando lavori per pochi committenti
- Margini in subfornitura: le tre leve che il titolare controlla davvero · dove recuperare margine quando i costi di certificazione salgono
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