DATI
Subfornitura metallo: Brescia comanda per numero, Lecco per fatturato
Dal database camerale di Edizioni B2B: 38.881 aziende della fabbricazione in metallo (ATECO 25) censite in 106 province. Lecco ha il fatturato mediano più alto, 1,73 milioni di euro, Brescia il maggior numero di imprese dopo Milano. Napoli ne ha quasi quante Bologna, ma fattura meno della metà.
Redazione Manifattura B2B · 28 agosto 2026
A Lecco un’azienda di subfornitura metallica fattura in mediana 1.730.000 euro l’anno, oltre 5 volte il valore di Cosenza e il 61% più di Milano. Il dato viene dal database camerale di Edizioni B2B, un’elaborazione su licenza Seven Data e Registro Imprese che copre 38.881 aziende attive in 106 province con codice ATECO 25, la fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchinari e impianti: carpenteria, strutture metalliche, lavorazioni conto terzi, trattamento e rivestimento dei metalli.
Perché ti riguarda
La provincia dove apri o cerchi un subfornitore in metallo non dice solo quanta capacità produttiva trovi, dice anche quanto puoi negoziare sul prezzo. A Napoli e a Roma le imprese di fabbricazione metallica sono quasi quante a Bologna, ma il fatturato mediano resta sotto i 600.000 euro contro oltre un milione: più concorrenza sui volumi, meno margine per singola azienda, prezzi di lavorazione tendenzialmente più comprimibili in trattativa. Chi assume tecnici specializzati in una provincia ad alta densità come Brescia o Bergamo, dove le aziende fatturano meglio, trova un mercato del lavoro più teso: gli stipendi si allineano al fatturato locale, non alla media nazionale.
Come abbiamo contato
Il perimetro è dichiarato, perché sui numeri di consistenza si fanno spesso confusioni. Il database camerale di Edizioni B2B aggrega le imprese del Registro delle Imprese per codice ATECO a 2 cifre e provincia: qui usiamo la divisione 25, fabbricazione di prodotti in metallo esclusi macchinari e attrezzature, che include sia le grandi carpenterie strutturali sia le piccole officine di lavorazione conto terzi. Per tutelare la riservatezza delle imprese, nel dataset pubblicato entrano solo le celle provincia-ATECO con almeno 5 aziende: 106 province su 107 superano questa soglia per la divisione 25, un perimetro quasi completo. Il fatturato riportato è la mediana delle imprese della cella, non la media: la mediana non si lascia spostare da una singola azienda molto grande, mostra il valore dell’azienda tipica.
Dove sono le aziende, e dove fatturano di più
Milano guida per numero di imprese, 2.665, seguita da Brescia con 2.357. Sono le uniche due province sopra le 2.000 aziende, e da sole valgono una fetta enorme del totale nazionale: le prime cinque province, Milano, Brescia, Torino, Bergamo e Vicenza, concentrano il 24,6% delle 38.881 aziende censite. Le prime dieci arrivano al 38,4%.
| Provincia | Imprese ATECO 25 | Fatturato mediano |
|---|---|---|
| Milano | 2.665 | 1.074.000 euro |
| Brescia | 2.357 | 1.409.000 euro |
| Torino | 1.778 | 1.028.000 euro |
| Bergamo | 1.444 | 1.452.000 euro |
| Vicenza | 1.338 | 1.261.000 euro |
| Lecco | 567 | 1.730.000 euro |
| Napoli | 1.227 | 569.000 euro |
| Cosenza | 190 | 331.000 euro |
Fonte: database camerale Edizioni B2B, elaborazione su licenza Seven Data e Registro Imprese.
Il numero di imprese e il fatturato mediano non vanno quasi mai nella stessa direzione. Brescia e Bergamo sono sia dense sia ricche, il nucleo duro della subfornitura lombarda. Lecco ribalta lo schema: solo 567 aziende, la metà di Vicenza, ma il fatturato mediano più alto di tutta Italia, 1.730.000 euro. Meno concorrenza, aziende più strutturate, probabilmente più componentistica di precisione per automotive e meccanica di fascia alta rispetto alla carpenteria generica.
Perché più aziende non significa più fatturato
Napoli ha 1.227 aziende ATECO 25, quasi quante Bologna, che ne conta 1.042, e quasi come Roma, ferma a 1.154. Ma il fatturato mediano napoletano, 569.000 euro, è circa la metà di quello bolognese, 1.064.000 euro, e meno della metà di quello di Treviso, 1.256.000 euro, o Padova, 1.270.000 euro. Roma segue lo stesso schema di Napoli: molte imprese, appena 511.000 euro di fatturato mediano, il valore più basso tra le prime dieci province per numero di aziende.
La lettura più semplice è che a Napoli e Roma prevale la piccola subfornitura generica, tanti operatori che si contendono commesse simili, mentre nell’asse Vicenza, Treviso, Padova e Bergamo la componentistica di precisione per meccanica e automotive tiene i prezzi più alti. Non è un giudizio di merito sulle imprese meridionali: è la fotografia di un mercato dove la domanda locale, non solo l’efficienza del singolo fornitore, decide quanto si riesce a fatturare.
Il Sud pesa un quinto del totale
Le province del Mezzogiorno e delle isole sommano 7.216 aziende ATECO 25, il 18,6% del totale nazionale, a fronte di una popolazione che vale circa un terzo del paese. Chi cerca capacità di lavorazione metallica al Sud trova meno alternative tra cui scegliere: la filiera esiste, con Napoli in testa, ma resta più sottile che al Centro-Nord, e questo pesa sui tempi di consegna quando un committente vuole restare vicino alla propria sede produttiva.
Vai più a fondo
I dati di questo articolo sono un’elaborazione originale del database camerale di Edizioni B2B su licenza Seven Data e dati del Registro delle Imprese gestito da InfoCamere, perimetro ATECO 25, celle aggregate per provincia con soglia minima 5 imprese applicata alla fonte. Nelle prossime uscite dell’osservatorio camerale: la nati-mortalità trimestrale delle imprese di subfornitura e il confronto tra fatturato mediano e numero di dipendenti, provincia per provincia.
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Fonte: database camerale Edizioni B2B, elaborazione su licenza Seven Data e Registro Imprese, celle aggregate ATECO 25 per provincia