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NORMATIVA

AES, il nuovo export delle dogane: cosa fare se spedisci extra-UE

Il sistema AES dell'Agenzia delle Dogane ha sostituito le vecchie procedure di dichiarazione export. Molte PMI lo scoprono quando la merce si ferma: ecco cosa cambia, chi fa cosa e gli errori che bloccano lo svincolo.

Redazione · 5 febbraio 2026

Gru portuale in controluce al tramonto in un terminal merci

Se la tua azienda spedisce merce fuori dall’Unione Europea, la dichiarazione di esportazione oggi passa dal sistema AES dell’Agenzia delle Dogane, che ha sostituito le vecchie procedure. Cambiano i tracciati, i documenti e le responsabilità di chi dichiara. Chi non ha aggiornato dati e prassi rischia dichiarazioni respinte e merce ferma in dogana.

AES sta per Automated Export System. Non è una novità arrivata dal nulla: è il completamento di un percorso europeo previsto dal Codice Doganale dell’Unione, il Regolamento (UE) 952/2013, a cui l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha allineato il sistema nazionale delle dichiarazioni export. Molte PMI però se ne accorgono solo al primo intoppo: una spedizione che non parte, uno spedizioniere che chiede dati mai richiesti prima, un documento di uscita che non arriva.

Cosa cambia davvero con il sistema AES?

La sostanza: la dichiarazione di esportazione è diventata un flusso di messaggi elettronici tra dichiarante e dogana, non più un documento con qualche passaggio telematico intorno.

Secondo la pagina ufficiale ADM sulle dichiarazioni export, il nuovo sistema ha mandato in pensione i vecchi messaggi ET e li ha sostituiti con nuovi tracciati: B1 per esportazione e riesportazione, B2 per i regimi speciali di trasformazione, B4 per gli scambi con i territori fiscali speciali, più C1 per la dichiarazione semplificata e C2 per la notifica di presentazione delle merci. Sulla stessa pagina l’Agenzia elenca le novità operative: si può inviare la dichiarazione prima ancora di presentare la merce in dogana, si può usare lo sdoganamento centralizzato e cade il vecchio limite dei 40 articoli per singola dichiarazione.

L’accettazione della dichiarazione viene notificata con l’MRN, il Master Reference Number: è il codice che identifica l’operazione e che accompagna la merce fino all’uscita dal territorio doganale. Il vecchio “visto uscire” timbrato è un ricordo: la conferma dell’uscita è un messaggio elettronico tra ufficio di uscita e ufficio di esportazione.

Perché ti riguarda:

Chi deve fare cosa: azienda o spedizioniere?

Nella pratica quasi nessuna PMI trasmette da sola le dichiarazioni: lo fa lo spedizioniere o il doganalista in rappresentanza. Questo non sposta il punto: l’esportatore resta il soggetto dell’operazione e i dati dichiarati sono i suoi.

All’azienda spettano tre cose. Primo, fornire dati completi e coerenti: codice EORI attivo, descrizione merce, classificazione doganale, valore, origine, massa, tutti allineati con la fattura di vendita. Secondo, conservare la documentazione dell’operazione e verificare che ogni MRN risulti chiuso con l’esito di uscita. Terzo, definire per iscritto con lo spedizioniere chi trasmette cosa e con quale tipo di rappresentanza, perché in caso di errore la differenza conta.

Allo spedizioniere spetta la parte tecnica: compilare la dichiarazione nei nuovi tracciati, trasmetterla, gestire eventuali richieste della dogana, consegnare all’esportatore MRN e documentazione di uscita. Un operatore strutturato lo fa senza attriti. Il problema nasce quando l’azienda consegna dati incompleti dando per scontato che “in dogana sistemano”: con la validazione automatica non funziona più così.

Quali errori bloccano lo svincolo della merce?

Gli inciampi ricorrenti sono quasi sempre gli stessi, e quasi sempre a monte della dogana:

Cosa controllare prima della prossima spedizione extra-UE?

In pratica: cinque verifiche che un’azienda esportatrice può fare subito, senza consulenze straordinarie.

  1. Verifica che il codice EORI aziendale sia attivo e corretto in ogni documento.
  2. Chiedi allo spedizioniere conferma scritta che le tue dichiarazioni viaggiano sui nuovi tracciati AES e con quale rappresentanza opera.
  3. Controlla a campione le ultime spedizioni extra-UE: per ognuna deve esserci un MRN con esito di uscita chiuso.
  4. Allinea la fattura export alla dichiarazione: stessi valori, stesse quantità, stessa descrizione merce, resa Incoterms coerente.
  5. Rivedi le classificazioni doganali dei prodotti che esporti di più, insieme al tuo doganalista.

Per le regole di dettaglio e i casi particolari, i riferimenti sono le novità dogane pubblicate da ADM e i provvedimenti in Gazzetta Ufficiale: su materia doganale e IVA, prima di cambiare prassi, verifica sempre col tuo consulente.

Il quadro più ampio è quello che raccontiamo dal primo numero di questa testata: le regole dell’export si stanno spostando dentro sistemi digitali che non perdonano l’approssimazione, come abbiamo scritto presentando Export Insider. Chi mette in ordine dati e processi adesso spedisce più veloce di chi aspetta il primo blocco in dogana.

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