DATI
Componentistica auto a -6%: quanto è esposta la tua provincia alla crisi dell'automotive
Osservatorio ANFIA-CCIAA Torino: fatturato componentistica a 55,5 Mld € (-6%), 168.000 addetti, subfornitori a -6,8%. Le province più esposte (Torino, Modena, Bologna, Brescia, Bergamo) e cosa fare se sei fornitore Tier 2/3.
Redazione Manifattura B2B · 1 agosto 2026
La componentistica automotive italiana ha chiuso l’ultimo anno rilevato con un fatturato di 55,5 miliardi di euro, in calo del 6%: lo fotografa l’Osservatorio sulla componentistica automotive di ANFIA e Camera di commercio di Torino, edizione 2025 (sintesi ufficiale CCIAA Torino). Le imprese della filiera sono 2.134, gli addetti circa 168.000 (-0,7%). A pagare di più sono proprio i subfornitori delle lavorazioni: -6,8%.
Perché ti riguarda
Se fai lavorazioni meccaniche, stampaggio, trattamenti termici o verniciatura per l’automotive, il calo non è distribuito in modo uniforme: colpisce più duramente chi sta in fondo alla catena, con meno potere contrattuale e meno visibilità sugli ordini. E il mix sta cambiando: meno motori e trasmissioni tradizionali, più elettronica, sistemi termici e alleggerimento. I grandi fornitori di primo livello stanno rivedendo le rispettive catene di fornitura: chi non si riposiziona per tempo rischia l’uscita dalla filiera, non solo un anno di margini magri.
I numeri: chi perde di più nella filiera?
Dall’Osservatorio ANFIA-CCIAA Torino, edizione 2025, le variazioni di fatturato per tipologia di fornitore:
- Fornitori di moduli e integratori di sistemi: -8,2%
- Specialisti: -7,0%
- Subfornitori delle lavorazioni: -6,8%
- Motorsport: +1,2%
- Aftermarket: +0,6%
Tengono solo le nicchie: chi lavora per il motorsport e chi vende ricambi. L’export resta il polmone del comparto, con circa la metà dei ricavi realizzata oltre confine, ma il clima è pesante: solo il 20% delle imprese prevede ricavi in aumento, mentre il 63% teme ulteriori riduzioni (rilevazione dell’Osservatorio ripresa da Inforicambi).
La geografia del colpo: il Piemonte, con 717 imprese e 19,9 miliardi di fatturato, arretra del 5,6% e perde il 2,4% degli addetti, il doppio della media nazionale. L’Emilia-Romagna, 225 imprese e 3,7 miliardi, cala del 4,1% ma in controtendenza aumenta l’occupazione (+0,7%), segno di un tessuto, tra Motor Valley e motorsport, che sta assorbendo il cambio di mix meglio del Nord Ovest (dati presentati anche nella tappa bolognese dell’Osservatorio, marzo 2026).
Quanto è esposta la tua provincia?
Esposizione provinciale (DB camerale Edizioni B2B, addetti automotive in % sul totale manifatturiero):
| Provincia | Addetti automotive | % su manifatturiero | Rischio transizione |
|---|---|---|---|
| Torino | 38.500 | 28% | ALTO |
| Modena | 15.200 | 22% | ALTO |
| Bologna | 12.800 | 15% | MEDIO-ALTO |
| Brescia | 18.400 | 18% | MEDIO |
| Bergamo | 11.600 | 14% | MEDIO |
| Reggio Emilia | 8.900 | 16% | MEDIO |
| Vicenza | 7.200 | 11% | MEDIO-BASSO |
| Treviso | 6.800 | 10% | MEDIO-BASSO |
Elaborazione: DB camerale Edizioni B2B (ATECO 29.3 + 30.9 + lavorazioni conto terzi automotive-identificate).
La lettura è più fine del semplice “Torino soffre”: contano la quota di addetti sul manifatturiero provinciale e il tipo di specializzazione. Una provincia con il 15% di addetti automotive concentrati su stampaggio e lavorazioni per motori termici è più esposta di una con il 20% distribuito tra elettronica, telai e aftermarket.
Il 2026 è partito meglio?
Il primo trimestre 2026 ha dato un segnale di rimbalzo: la produzione di autoveicoli e rimorchi è cresciuta del 13,6% tendenziale, il comparto più dinamico della metalmeccanica, dopo il crollo di oltre il 20% di un anno prima (178ª Indagine Federmeccanica, ripresa da Teleborsa). Anche l’ISTAT conferma: a maggio 2026 la fabbricazione di mezzi di trasporto segna +11,6% tendenziale, il migliore tra i settori industriali (comunicato del 10 luglio 2026).
Un rimbalzo dalla base bassa, però, non è un’inversione strutturale: il riposizionamento su componenti a maggior contenuto elettronico resta la partita vera, e chi lavora sul ciclo termico tradizionale non deve leggere questi due numeri come un via libera a rinviare la diversificazione.
In pratica
- Mappa i tuoi clienti: quota di fatturato legata a componenti per motori termici contro componenti neutri o elettrici. Se supera il 60% sul termico, serve un piano di diversificazione 2026-2028.
- Competenze critiche: saldatura alluminio, stampaggio compositi, lavorazioni per l’elettrificazione, test alta tensione. La formazione IFTS/ITS va avviata prima che serva.
- Certificazioni: IATF 16949 resta il biglietto d’ingresso; le certificazioni ambientali ed energetiche pesano ormai nella reportistica dei clienti.
- Diversificazione settori: medicale, aerospace, macchine movimento terra, energia. Stesso rigore di qualità, cicli più lunghi, e margini meno esposti alle rinegoziazioni annuali dell’auto.
Scadenza
- 2035: stop UE alla vendita di auto e veicoli commerciali leggeri nuovi con emissioni allo scarico, fissato dal regolamento (UE) 2023/851. L’impatto sulla supply chain è già in corso: i programmi di piattaforma si decidono con 5-7 anni di anticipo.
- 30 settembre 2028: fine della finestra del nuovo iperammortamento per gli investimenti di riconversione in beni strumentali interconnessi (scheda MIMIT).
Vai più a fondo
- Osservatorio ANFIA-CCIAA Torino, edizione 2025: pagina ufficiale ANFIA · sintesi CCIAA Torino (PDF)
- Ordini di macchine utensili in crollo: manifatturab2b.it/ordini-macchine-utensili-q2-2026-crollo · l’automotive pesa anche sulla domanda di macchine
- Incentivi per la riconversione: manifatturab2b.it/guida-transizione-5-0-tempi
- Diversificare il portafoglio clienti: manifatturab2b.it/margini-subfornitura-tre-leve
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