DATI
Macchine per il packaging verso i 10,5 miliardi (+4%): chi compra, dove, e cosa dice del tuo settore
Dati Ucima: fatturato macchine packaging 2025 a 10,46 Mld € (+4%), export 8,19 Mld (78,3%), 40.611 addetti. Food e beverage oltre metà della domanda, Emilia-Romagna al 61% del fatturato. E nel primo semestre 2026 il mercato interno accelera.
Redazione Manifattura B2B · 1 agosto 2026
I costruttori italiani di macchine per il packaging hanno chiuso il 2025 con un fatturato di 10,46 miliardi di euro, in crescita del 4% sul 2024: lo certifica la 14ª Indagine Statistica Nazionale del centro studi Mecs per Ucima, ripresa dalla stampa di settore. L’export vale 8,19 miliardi, il 78,3% dei ricavi; gli addetti sono 40.611 (+0,3%), distribuiti su 629 aziende censite.
Perché ti riguarda
Se produci alimentari, bevande, farmaceutici o beni di consumo, questi numeri descrivono i tuoi fornitori di linee di confezionamento: un comparto in salute, che vende quattro macchine su cinque all’estero e che nel 2025 ha visto il mercato italiano crescere più di quello estero. Chi compra macchine oggi chiede flessibilità sui lotti piccoli, cambio formato rapido e tracciabilità: se non aggiorni il parco macchine, la distanza dai concorrenti che lo fanno si misura in costi per unità confezionata. E se sei un’officina o un fornitore di componenti, questa filiera è un mercato di sbocco concentrato e mappabile.
I numeri: chi compra le macchine italiane?
Dalla 14ª Indagine Statistica Nazionale Ucima-Mecs, i settori clienti nel 2025:
| Voce | Valore 2025 | Quota |
|---|---|---|
| Fatturato totale | 10,46 Mld € (+4%) | 100% |
| Cliente food | 3,26 Mld € | 31,2% |
| Cliente beverage | 2,54 Mld € | 24,2% |
| Vendite Italia | 2,27 Mld € (+9,9%) | 21,7% |
| Export | 8,19 Mld € (+2,5%) | 78,3% |
Food e beverage insieme valgono oltre metà della domanda. Sul fronte export, la prima area di sbocco resta l’Unione Europea con 2,4 miliardi (36,8% delle vendite estere), seguita da Asia (1,09 Mld, 16,6%) e Nord America (1,03 Mld, 15,7%). Per tipologia di macchina, il confezionamento primario pesa per il 52,5% del fatturato: le formatrici-riempitrici-sigillatrici valgono 2,28 miliardi (21,8%), le riempitrici e dosatrici 1,88 miliardi (18%).
Il dato più interessante per chi vende in Italia è la dinamica: il mercato interno è cresciuto del 9,9%, quattro volte l’export, trainato da food e farmaceutico.
Dove sta la filiera, provincia per provincia?
La geografia dell’offerta è nota: l’Emilia-Romagna, con la sua Packaging Valley, concentra 214 aziende (il 34% del totale) che generano il 61,2% del fatturato di settore, oltre 6,4 miliardi, con più di 22.380 addetti (fonte: indagine Ucima-Mecs).
La geografia della domanda, elaborata sul DB camerale Edizioni B2B (estratto giugno 2026), segue le filiere clienti:
- Emilia-Romagna: 28% imprese clienti packaging (Food Valley + Packaging Valley)
- Lombardia: 24% (farmaceutico Brianza, chimico Milano, food Mantova/Cremona)
- Veneto: 16% (prosecco, dolciario, cosmetica)
- Piemonte: 11% (vermut, cioccolato, farmaceutico)
- Toscana: 7% (olio, vino, farmaceutico Firenze/Siena)
Il 2026 conferma la corsa?
In parte. Secondo l’indagine congiunturale Ucima-Mecs sul primo semestre 2026, il fatturato dei costruttori è cresciuto del 2,3% sul primo semestre 2025, con il secondo trimestre a +2,8%. A trainare è ancora il mercato italiano, +12,5% nel semestre, mentre l’estero rallenta a +0,9%.
Il segnale d’allarme sta negli ordini: la raccolta complessiva segna -2,5% nel semestre, con l’Italia positiva (+3,3%) e l’export negativo (-3,0%), su cui pesano dazi, conflitti e costi di produzione in salita. Il portafoglio ordini garantisce comunque 7,7 mesi di produzione assicurata: i costruttori hanno fiato, ma la coda si sta accorciando sull’estero. Per chi deve comprare una linea, la lettura è doppia: la domanda interna forte tiene occupati i reparti, quindi i lead time vanno verificati presto; un eventuale raffreddamento dell’export nei prossimi trimestri, però, può riaprire spazi di trattativa.
In pratica
- Se sei in food o beverage: sei nel segmento che concentra oltre metà della domanda. Chiedi subito i lead time reali al costruttore e pianifica l’ordine con l’orizzonte 2027, non con il trimestre.
- Se compri una linea nel 2026-2028: il nuovo iperammortamento maggiora fiscalmente il costo dei beni strumentali interconnessi fino al 180%, per investimenti effettuati entro il 30 settembre 2028 (scheda MIMIT). La comunicazione preventiva al GSE va impostata prima dell’ordine.
- Se sei fornitore dei costruttori: la Packaging Valley emiliana concentra un terzo delle aziende e due terzi del fatturato. È lì che si vince o si perde la qualifica come subfornitore di meccanica di precisione.
- Sostenibilità: la domanda si sposta verso macchine per materiali riciclabili e monomateriale spinta dalle richieste della grande distribuzione ai tuoi clienti. Nei capitolati di acquisto conviene prevedere già la compatibilità con i film di nuova generazione.
Vai più a fondo
- Sintesi pubblica del settore sul sito Ucima: ucima.it/menu/settore/ · la 14ª Indagine Statistica Nazionale completa è riservata agli associati
- Dati 2025 ripresi dalla stampa di settore: lattenews.it, “Macchine packaging: nel 2025 fatturato +4%”
- Congiuntura primo semestre 2026: alimentando.info, fatturato +2,3% e ordini in rallentamento
- Incentivi per chi compra macchine: manifatturab2b.it/guida-transizione-5-0-tempi
- CBAM e adempimenti doganali per chi esporta: logisticab2b.it/cbam-dogane-export-adempimenti
- La scheda del nuovo iperammortamento: economiab2b.it/iperammortamento-decreto-mimit
Lettura: 5 min