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GUIDA

Fondo 394 SIMEST: massimali, fondo perduto e come arrivare pronti

Il Fondo 394 è il principale strumento di finanza agevolata per l'internazionalizzazione, ma le risorse si esauriscono in fretta. Massimali, quota a fondo perduto e i documenti da preparare prima dell'apertura del portale.

Redazione · 5 marzo 2026

Il Fondo 394/81, gestito da SIMEST in convenzione con la Farnesina, è il principale strumento di finanza agevolata per chi vuole crescere sui mercati esteri: finanziamenti a tasso agevolato fino a 2,5 milioni di euro per le PMI, con una quota a fondo perduto per chi ha determinati requisiti. Il punto critico non è ottenere il finanziamento: è arrivare pronti quando il portale apre, perché le domande si istruiscono in ordine cronologico e le risorse finiscono.

Perché ti riguarda

Se esporti, o vuoi aprire un mercato nuovo, il Fondo 394 finanzia quasi tutto il percorso: la struttura commerciale all’estero, la partecipazione alle fiere, le certificazioni, l’e-commerce, il temporary manager. Ma lo strumento funziona a sportello, dentro una dotazione limitata. Chi comincia a raccogliere i documenti il giorno dell’apertura si mette in coda dietro migliaia di imprese che li avevano già pronti.

Che cos’è il Fondo 394 e quali linee sono attive

Il Fondo rotativo 394/81 nasce con la legge 394 del 1981 e oggi opera secondo la disciplina del decreto interministeriale del 1° giugno 2023, in regime de minimis (Regolamento UE 2831/2023). Le linee attive coprono l’inserimento sui mercati esteri, la transizione digitale o ecologica, le fiere ed eventi, l’e-commerce, le certificazioni e consulenze, il temporary manager, più linee dedicate ad Africa, India e America centrale o meridionale. L’elenco aggiornato, con le circolari operative di ciascuna linea, è sulla pagina dei finanziamenti agevolati di SIMEST.

Ogni linea ha una propria circolare con condizioni specifiche. In questa guida usiamo come riferimento la Circolare 3/394/2023 Inserimento Mercati, aggiornata al 30 ottobre 2025: è la linea per chi apre un ufficio, uno showroom, un negozio o un corner commerciale in un Paese estero, ed è quella con l’architettura più completa. Le altre linee seguono lo stesso impianto, con massimali e spese ammissibili propri.

Quanto si può chiedere

Per l’Inserimento Mercati, la circolare fissa un importo minimo di 10.000 euro. Il massimo è il minore tra due valori: il 35 per cento dei ricavi medi degli ultimi due bilanci e un tetto per dimensione d’impresa, pari a 500.000 euro per le micro imprese, 2,5 milioni per PMI, PMI innovative e startup innovative, 3,5 milioni per le altre imprese.

La durata, sempre secondo la circolare, è di 6 anni: 2 di preammortamento e 4 di rimborso, in rate semestrali. Il tasso è una percentuale del tasso di riferimento della Commissione europea, che l’impresa sceglie in domanda tra tre opzioni: 10, 50 o 80 per cento. Le imprese nelle prime due classi di scoring, le PMI innovative e le startup innovative sono esentate dalle garanzie; per le altre la quota da garantire cresce con la classe di rischio, fino al 40 per cento.

Come funziona la quota a fondo perduto

Il cofinanziamento a fondo perduto non è automatico: si chiede insieme al finanziamento e spetta solo in presenza di requisiti precisi, sempre dentro il plafond de minimis disponibile per l’impresa. La stessa circolare Inserimento Mercati prevede due livelli.

Fino al 10 per cento dell’intervento, con un massimo di 100.000 euro, per chi soddisfa almeno un requisito tra questi: PMI con sede operativa da almeno 6 mesi nelle regioni del Sud Italia, PMI con certificazioni ambientali o di sostenibilità, impresa giovanile o femminile, PMI con quota di fatturato export pari almeno al 20 per cento delle dichiarazioni IVA degli ultimi due esercizi, PMI innovativa o startup innovativa, impresa con interessi nei Balcani occidentali.

Fino al 20 per cento, con un massimo di 200.000 euro, per le imprese con interessi in Africa, India o America centrale o meridionale che siano anche PMI innovative o startup innovative, oppure abbiano sede operativa da almeno 6 mesi nel Sud Italia.

Perché il tempo conta più del progetto

I precedenti dello strumento parlano chiaro. Alla riapertura del 3 giugno 2021, SIMEST registrò circa 3.000 domande nel solo primo giorno, per un controvalore di quasi 900 milioni di euro. Il giorno dopo l’operatività venne sospesa: in due giorni erano arrivate 8.125 richieste, abbastanza da assorbire le risorse disponibili.

Il meccanismo non è cambiato: la circolare stabilisce che l’istruttoria segue l’ordine cronologico di presentazione, nei limiti delle disponibilità finanziarie del Fondo. E c’è un dettaglio che pesa: se la domanda è incompleta, SIMEST chiede integrazioni con un termine perentorio di 15 giorni. Chi non risponde in modo completo vede la pratica archiviata. Prepararsi prima non è un consiglio prudenziale: è la variabile che decide se il finanziamento arriva.

I documenti da preparare prima dell’apertura

Questa è la lista da chiudere prima che il portale apra, ricavata dalle condizioni di ammissibilità della circolare.

In pratica: il fascicolo si costruisce in settimane, non in ore. Chi guarda a mercati extra UE fa bene a muoversi in parallelo anche sugli adempimenti doganali, dal sistema AES per l’export al quadro dei dazi USA per le PMI: il finanziamento copre il programma, non gli errori di conformità.

Ultima avvertenza: massimali, percentuali e requisiti citati vengono dalle circolari in vigore a inizio marzo 2026 e possono cambiare con eventuali aggiornamenti successivi. Prima di presentare domanda, verifica la circolare della linea specifica e confrontati col tuo consulente.

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