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DATI

Acciaio +3,5% nel primo semestre: perché piani e lunghi divergono

Federacciai: produzione italiana di acciaio a 11,5 milioni di tonnellate nel primo semestre 2026 (+3,5%), giugno a +6,1%. Ma i prodotti lunghi salgono del 7,8% e i piani restano a -5,4%. Cosa cambia se acquisti lamiere o profilati per la tua PMI meccanica.

Redazione Manifattura B2B · 31 luglio 2026

Billetta d'acciaio incandescente su una linea di laminazione, con scintille e vapore

La produzione italiana di acciaio è salita a 11,5 milioni di tonnellate nel primo semestre 2026, +3,5% sullo stesso periodo del 2025. A giugno l’incremento accelera al +6,1%, per un totale mensile di 1,9 milioni di tonnellate. Lo riporta Federacciai in un comunicato del 20 luglio 2026, ripreso lo stesso giorno da Teleborsa e Borsa Italiana. Dentro il dato aggregato, però, il settore corre a due velocità nettamente diverse: i prodotti lunghi (barre, tondini, profilati) segnano +7,8% a 6,9 milioni di tonnellate, i prodotti piani (lamiere, coils, nastri) restano a -5,4%, fermi a 4,6 milioni.

Perché ti riguarda: se la tua PMI compra lamiere o coils per lavorazioni di stampaggio, carpenteria leggera o componentistica, il mercato dei piani è ancora un mercato di chi compra: -5,4% nel semestre significa capacità produttiva disponibile e margine di trattativa sul prezzo, anche se a giugno il primo segnale di ripresa (+7,7% sui piani laminati a caldo) suggerisce che la finestra si sta stringendo. Se invece acquisti barre e profilati, per esempio per strutture, infissi metallici o componenti tornite da barra, il quadro è opposto: +7,8% nel semestre vuol dire portafogli ordini dei laminatoi più pieni e tempi di consegna che si allungano. Due mosse diverse, non intercambiabili. Su lamiere e coils: aspettare ancora qualche settimana prima di chiudere un contratto annuale, la domanda debole lascia potere contrattuale a chi compra. Su barre e profilati: bloccare i volumi ora con un accordo quadro, prima che la crescita a doppia cifra di giugno si traduca in listini più rigidi e lead time più lunghi nel terzo trimestre.

Perché i prodotti piani restano indietro mentre i lunghi corrono?

La spiegazione più diretta sta nei mercati di sbocco. I prodotti lunghi seguono da vicino l’edilizia, le infrastrutture e la meccanica pesante, comparti che nel 2026 hanno beneficiato di cantieri pubblici e opere legate al PNRR ancora in corsa. I prodotti piani, invece, alimentano soprattutto automotive, elettrodomestici e componentistica per macchine: tre filiere che restano deboli. Non è un caso che il recupero di giugno sui piani laminati a caldo, il primo miglioramento da gennaio secondo i dati Federacciai, arrivi proprio mentre la domanda di macchine utensili segna un crollo del 25,8% nel secondo trimestre, come mostrano i dati UCIMU dello stesso periodo. Meno macchine ordinate significa meno lamiera lavorata a valle, con un ritardo tipico di uno o due trimestri tra il calo della domanda finale e quello dei consumi di acciaio piano.

Il nuovo Regolamento Acciaio UE cambia le regole del gioco?

Sì, e proprio nel mezzo di questa divergenza. Dal 1° luglio 2026 sono scattate le nuove quote di importazione più strette e il dazio del 50% fuori quota, che secondo l’analisi già pubblicata su Manifattura B2B tende a sostenere i listini indipendentemente dalla domanda interna. Per un compratore di prodotti piani, questo significa che lo sconto oggi disponibile per la domanda debole non è garantito che duri: la protezione tariffaria limita quanto un acciaieria è disposta a scendere sul prezzo, anche con i magazzini pieni. Per chi compra lunghi, l’effetto si somma alla domanda già forte: meno importazione extra UE a basso costo, più pressione sui produttori nazionali che stanno già lavorando a pieno regime nel loro comparto.

Cosa guardare prima di firmare un contratto di fornitura?

Tre indicatori aiutano a capire se la finestra negoziale sui piani si sta chiudendo. Primo, i dati Federacciai di luglio e agosto, che diranno se il +7,7% di giugno sui piani laminati a caldo è un rimbalzo isolato o l’inizio di una ripresa strutturale. Secondo, l’andamento della componentistica automotive, che pesa direttamente sulla domanda di lamiera lavorata in diverse province italiane e resta il fattore più fragile del comparto. Terzo, l’evoluzione dei prezzi CBAM sulle importazioni extra UE, che a partire dal 2026 sono a regime e incidono sul calcolo di convenienza tra fornitore italiano ed estero. Federacciai segnala che i dati 2026 restano provvisori e in parte stimati, quindi le variazioni potrebbero essere riviste nei prossimi aggiornamenti mensili.

Vale anche un’osservazione più operativa per chi gestisce gli acquisti in una PMI meccanica: il potere contrattuale non è uguale su tutta la gamma prodotti, nemmeno con lo stesso fornitore. Un laminatoio che vende sia piani sia lunghi ha tutto l’interesse a difendere i margini dove la domanda tira (i lunghi) e a scaricare volumi dove la domanda è debole (i piani). Chi acquista entrambe le tipologie può usare questa asimmetria: negoziare condizioni migliori sui piani proprio ora, in cambio di un impegno di volume più lungo sui lunghi che il fornitore accetta volentieri.

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Tempo di lettura: 4 minuti

Grafico a barre con le variazioni percentuali tendenziali della produzione italiana di acciaio, primo semestre 2026, per totale, giugno, prodotti lunghi e prodotti piani

Produzione di acciaio in Italia, variazioni tendenziali. Fonte: Federacciai (comunicato 20/07/2026)

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