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BRIEF

105 milioni tra le nuove linee di Gragnano e il PET riciclato di Verbania

Pasta Garofalo investe 80 milioni per due nuove linee a Gragnano, Plastipak ne mette 25 nel nuovo Pet Material Center di Verbania e Farmigea ne stanzia 14 per raddoppiare la produzione di colliri a Pisa. Tre filiere diverse, lo stesso meccanismo di crescita.

Redazione Manifattura B2B · 16 ottobre 2026

A Gragnano, Pasta Garofalo accende due nuove linee di produzione dentro lo stabilimento dove lavora la semola dal 1789: 80 milioni di euro di investimento, in parte coperti dal Pnrr, per alzare la produzione di circa il 20 per cento entro la fine dell’anno. A Verbania, Plastipak inaugura il nuovo Pet Material Center, 25 milioni di euro per produrre un granulo di PET con il 30 per cento di materiale riciclato destinato alle bottiglie. A Pisa, Farmigea mette 14 milioni sul tavolo per raddoppiare in alcuni anni la capacità produttiva della linea oftalmica di Ospedaletto. Tre filiere che quasi non si incrociano mai, pasta, packaging e colliri, con lo stesso filo conduttore: ampliare l’impianto che già esiste, non cercarne uno nuovo altrove.

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Le tre finestre commerciali che si aprono non viaggiano alla stessa velocità. A Gragnano le linee devono entrare in funzione entro dicembre, quindi chi lavora con Garofalo su manutenzione, logistica interna o automazione ha un orizzonte di poche settimane. A Verbania l’impianto è già inaugurato e operativo dal 14 ottobre, la finestra è quella della filiera a valle: chi trasforma PET riciclato in preforme e bottiglie. A Pisa, invece, il cantiere comincia solo ora e la produzione partirà nel 2028: per i fornitori locali di impiantistica farmaceutica è il momento di farsi conoscere, non ancora quello di consegnare. Tre tempi diversi, tre modi diversi di muoversi per chi ci lavora intorno.

Cosa cambia a Gragnano con le due nuove linee di Pasta Garofalo?

Il pastificio fondato nel 1789 ha avviato nello stabilimento campano due nuove linee produttive, una per la pasta lunga e una per la pasta corta, con l’obiettivo di farle entrare in funzione entro fine anno. L’investimento complessivo vale 80 milioni di euro, come riportano concordemente Il Sole 24 Ore e Il Giornale d’Italia, che citano anche un cofinanziamento tramite il Pnrr. Il piano, partito nel 2024 e arrivato a compimento con qualche ritardo rispetto al previsto secondo Il Sole 24 Ore, punta a far crescere la produzione di circa il 20 per cento, obiettivo atteso e non ancora misurato sul campo, come conferma anche Alimentando. Per il 2027 è previsto anche un magazzino automatico da 35.000 posti pallet, che completerà l’integrazione tra produzione e logistica. Nel 2025 l’azienda ha chiuso con 247 milioni di euro di ricavi, il 4 per cento in più dell’anno precedente, 200 dipendenti fissi e presenza commerciale in 96 Paesi, dati che Il Sole 24 Ore riferisce nello stesso servizio. Le fonti parlano di nuove assunzioni di giovani in produzione, ricerca e vendite legate alla crescita dell’export, senza indicare però un numero preciso di posizioni, quindi qui non lo riportiamo.

Perché Plastipak ha scelto di investire 25 milioni proprio a Verbania?

Plastipak produce da anni preforme in PET nello stabilimento di Verbania, uno dei maggiori in Italia per questo tipo di componente, con una capacità che supera il miliardo e 700 milioni di pezzi l’anno. Il 14 ottobre 2026 l’azienda ha inaugurato accanto alla linea esistente il nuovo Pet Material Center, un investimento superiore ai 25 milioni di euro secondo VCONews ed Eco Risveglio, confermato anche da Polimerica e dal comunicato ufficiale di Plastipak. Il nuovo centro produce un granulo chiamato pakPET Single Pellet Solution, che unisce in un unico materiale PET vergine e PET riciclato al 30 per cento, risparmiando ai trasformatori a valle il passaggio di miscelare separatamente le due resine. Il CEO Ed Morgan ha dichiarato che Verbania resta una parte importante del futuro del gruppo e rafforza la presenza industriale in Italia, come riportato dalle stesse fonti. A differenza dei due casi accanto, qui l’investimento non amplia la capacità di produzione finale, ma integra a monte un impianto già attivo: la fabbrica di preforme continua a lavorare come prima, con un materiale in parte riciclato in più nella propria filiera.

Cosa aspetta Farmigea prima di raddoppiare la produzione di colliri a Pisa?

Farmigea, storica azienda farmaceutica pisana specializzata in colliri e prodotti oftalmici, ha messo in cantiere a Ospedaletto un secondo stabilimento accanto alla sede storica di via Oliva. L’investimento vale 14 milioni di euro, cifra confermata sia da Il Tirreno sia da BeBeez, che parlano entrambi di un obiettivo di raddoppio della capacità manifatturiera nel segmento oftalmico. I due impianti saranno collegati da una galleria logistica e produttiva, secondo quanto riferisce il presidente Mario Federighi a Il Tirreno, mentre la guida operativa dell’azienda è passata dal 2025 al più giovane Federigo Federighi. I lavori dovrebbero concludersi tra agosto e settembre 2027, con l’avvio della produzione nel primo trimestre del 2028, subordinato alla validazione dell’Aifa. Nel 2025 i ricavi del gruppo hanno raggiunto circa 41 milioni di euro, in crescita del 9,3 per cento secondo BeBeez. Sul numero di nuove assunzioni le fonti non coincidono, tra le venti unità citate in passato da Il Tirreno e le trenta indicate altrove: una cifra ufficiale e aggiornata non è ancora disponibile, quindi non la indichiamo.

Cosa hanno in comune tre investimenti così lontani tra loro?

Nessuno dei tre casi apre un cantiere su un terreno vergine, lo stesso schema già descritto nel bilancio di fine settembre e nel censimento di settembre: la capacità produttiva italiana cresce quasi sempre ampliando un sito già presente, non costruendo altrove. Garofalo resta a Gragnano dopo oltre due secoli di attività, Plastipak resta a Verbania dove già lavora il PET da anni, Farmigea resta a Pisa accanto alla sede storica. Cambia però l’orizzonte temporale del ritorno: a Gragnano la produzione sale entro dicembre, a Verbania l’impianto è già acceso, a Pisa si dovrà attendere il 2028. Cambia anche la natura dell’intervento: Garofalo e Farmigea aggiungono capacità finale, Plastipak integra invece un passaggio a monte della propria filiera. Tre settori che raramente finiscono nello stesso rapporto di filiera, eppure arrivano tutti alla stessa conclusione nello stesso mese di ottobre.

Cosa significa per chi fornisce o cerca lavoro in queste tre filiere?

Per un fornitore di impiantistica alimentare, la finestra a Gragnano si chiude presto: le linee devono partire entro fine anno, quindi i capitolati per manutenzione e assistenza vanno probabilmente già definiti. Per chi lavora nel riciclo e nella trasformazione di PET, Verbania offre invece un rapporto già operativo da seguire, con un prodotto nuovo, il granulo misto vergine e riciclato, che potrebbe cambiare le specifiche richieste ai trasformatori a valle. Per chi fornisce impiantistica farmaceutica o cerca lavoro in ambito GMP, Pisa resta un dossier da monitorare nei prossimi mesi, perché il capitolato fornitori per il nuovo stabilimento non è stato ancora reso pubblico e la produzione partirà solo nel 2028.

Il punto da ricontrollare nei prossimi mesi è triplice: se le due linee di Garofalo entreranno davvero in funzione entro dicembre come annunciato, se Plastipak confermerà i volumi di granulo riciclato previsti per il primo anno di attività del Pet Material Center, e se Farmigea pubblicherà infine un numero ufficiale di nuove assunzioni legate al raddoppio della capacità oftalmica.

Vai più a fondo

Fonti primarie: Il Sole 24 Ore su Pasta Garofalo · Il Giornale d’Italia su Pasta Garofalo · VCONews su Plastipak · Il Tirreno su Farmigea · BeBeez su Farmigea.

Approfondimenti: Aperture & Commesse, fine settembre 2026 · Aperture & Commesse, settembre 2026 · Macchine per il packaging, una domanda da 10,5 miliardi.

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