Edizioni B2B sabato 24 ottobre 2026 Newsletter
Manifattura B2B

Meccanica, subfornitura e macchinari: i numeri del manifatturiero italiano.

NORMATIVA

Beni strumentali 4.0: comunicazione di completamento slitta al 15 settembre

Il decreto MIMIT del 31 luglio 2026 sposta al 15 settembre il termine per comunicare al GSE il completamento degli investimenti 4.0 di fine 2025 e del primo semestre 2026. Senza quella comunicazione il credito resta sulla carta, inutilizzabile in compensazione.

Redazione Manifattura B2B · 18 agosto 2026

Centro di lavoro CNC nuovo ancora avvolto nel film protettivo durante l'installazione in officina

Il termine per comunicare al GSE il completamento di un investimento in beni strumentali 4.0 slitta dal 31 luglio al 15 settembre 2026. Riguarda sia gli investimenti chiusi entro il 31 dicembre 2025 sia quelli completati entro il 30 giugno 2026.

Perché ti riguarda

Mancare la comunicazione di completamento non cancella il credito d’imposta, ma lo congela: resta maturato sulla carta e diventa impossibile da usare in compensazione in F24 finché la pratica non è regolarizzata. Per un’azienda che ha già messo in produzione la macchina, incassato il beneficio nel piano di investimento e magari finanziato l’acquisto contando su quel credito, scoprire a consuntivo che la comunicazione è mancata significa un buco di liquidità non previsto, non solo un adempimento in ritardo.

Cosa cambia con il decreto del 31 luglio?

Il decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, datato 31 luglio 2026, interviene sui termini di invio delle comunicazioni relative al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi previsto dall’articolo 1, comma 1057-bis, della legge 178/2020, spostando al 15 settembre 2026 la scadenza per la comunicazione di completamento, secondo quanto pubblicato dallo stesso Ministero (MIMIT, comunicato stampa del 31 luglio 2026). La proroga vale sia per gli investimenti completati entro il 31 dicembre 2025, il cui termine originario era già slittato al 31 gennaio 2026, sia per quelli completati entro il 30 giugno 2026, per i quali il termine naturale cadeva proprio il 31 luglio.

Il decreto non è il primo intervento su questa scadenza: modifica il decreto direttoriale del 15 maggio 2025, già corretto una prima volta a giugno 2025 e una seconda a gennaio 2026, secondo la ricostruzione di più studi di consulenza fiscale, tra cui Studio Bogoni (Studio Bogoni, proroga al 15 settembre 2026 delle comunicazioni di completamento). Il motivo dichiarato della nuova proroga è dare più tempo alle imprese che hanno ricevuto dal GSE una comunicazione di nuova disponibilità di risorse, dopo un primo giro di controlli sulle domande già presentate: una platea di aziende rimaste in coda, non chi deve ancora presentare la pratica da zero.

Cosa succede a chi non invia la comunicazione entro il termine?

La comunicazione preventiva e quella di completamento hanno natura di adempimenti strumentali: non fanno maturare il credito d’imposta, che nasce con la realizzazione dell’investimento, ma ne condizionano l’utilizzo concreto in compensazione. In assenza delle comunicazioni richieste il credito resta astrattamente esistente, ma il suo utilizzo in compensazione è precluso, una distinzione che più fonti di settore, tra cui Contabilità 2.0, ricostruiscono nello stesso modo a partire dai chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e del MIMIT (Contabilità 2.0, la mancata comunicazione comporta la restituzione del credito?). In pratica non è un errore dichiarativo correggibile in un secondo momento con una semplice integrazione: è l’impossibilità di usare un credito già accumulato, finché la comunicazione mancante non viene sanata secondo le procedure previste.

Le aliquote in gioco non sono marginali. Per i beni materiali 4.0 il credito riconosciuto dalla legge 178/2020 è del 20% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 10% per la quota tra 2,5 e 10 milioni, e del 5% per la quota tra 10 e 20 milioni, mentre per i beni materiali ordinari resta al 10%. Su un investimento medio di un’officina meccanica, tra 200.000 e 800.000 euro in una nuova linea CNC, la quota di credito bloccata da una comunicazione mancante vale facilmente diverse decine di migliaia di euro di liquidità attesa e non disponibile.

Chi deve muoversi prima del 15 settembre?

Due platee distinte devono controllare la propria posizione. La prima è chi ha completato l’investimento entro il 31 dicembre 2025 e non ha ancora inviato la comunicazione di completamento, magari perché in attesa della perizia asseverata o della certificazione contabile richieste per gli investimenti oltre soglia. La seconda è chi ha completato l’investimento tra gennaio e giugno 2026 e ha ancora la pratica aperta sul portale GSE. Per entrambe, il passo pratico è verificare sul portale lo stato della comunicazione preventiva già inviata, perché la comunicazione di completamento si aggancia a quella e non può essere presentata se la prima manca o contiene errori: un problema che diversi studi segnalano come la causa più frequente di ritardo, non la scadenza in sé.

Chi ha ancora un investimento in corso, non ancora completato, ha un motivo in più per non aspettare l’ultima settimana: la proroga riguarda la comunicazione di completamento, non sposta i termini della comunicazione preventiva né quelli, diversi, del nuovo iperammortamento che ha sostituito il piano Transizione 5.0 per gli investimenti successivi.

Vai più a fondo

Tempo di lettura: 4 minuti

← Tutte le notizie di Manifattura B2B

Il brief di Manifattura B2B

Le notizie e i dati che contano per chi decide, direttamente nella tua casella. Gratis, una volta a settimana.

Iscriviti