DATI
Macchinari, 16.464 aziende in Italia, Novara batte Milano per fatturato
Dal database camerale di Edizioni B2B: 16.464 aziende di fabbricazione di macchinari (ATECO 28) censite in 106 province italiane. A Novara il fatturato mediano è 3,36 milioni di euro, il più alto del paese, il 49% più di Milano che però conta quasi sette volte tante aziende. Il Sud pesa appena il 10,1% del totale.
Redazione Manifattura B2B · 6 settembre 2026
A Novara un’azienda di fabbricazione macchinari fattura in mediana 3.361.000 euro, il 49% più di Milano, che però conta quasi sette volte più aziende. Il dato viene dal database camerale di Edizioni B2B, un’elaborazione su licenza Seven Data e Registro Imprese che copre 16.464 aziende attive in 106 province con codice ATECO 28, fabbricazione di macchinari e apparecchiature: macchine utensili, impianti industriali, componenti per l’automazione, apparecchiature di sollevamento e movimentazione.
Perché ti riguarda
Comprare un macchinario da un fornitore novarese o da uno milanese non è la stessa trattativa: a Novara, dove il fatturato mediano è il più alto d’Italia, il costruttore tratta da una posizione più forte, con più margine per assorbire un ribasso. A Milano, dove le aziende censite sono sei volte tante, la concorrenza tra costruttori è più fitta e il prezzo di listino si muove di più in fase di trattativa. Chi assume tecnici di progettazione meccanica in una provincia ad alto fatturato mediano come Novara o Bolzano trova un mercato del lavoro locale più teso, perché gli stipendi si allineano ai margini delle aziende, non alla media nazionale.
Come abbiamo contato
Il perimetro è dichiarato, perché sui numeri di consistenza si fanno spesso confusioni. Il database camerale di Edizioni B2B aggrega le imprese del Registro delle Imprese per codice ATECO a due cifre e provincia: qui usiamo la divisione 28, fabbricazione di macchinari e apparecchiature n.c.a., che include macchine utensili, impianti per l’industria alimentare e per il packaging, componenti per l’automazione industriale e apparecchiature di sollevamento e movimentazione. Per tutelare la riservatezza delle imprese, nel dataset pubblicato entrano solo le celle provincia-ATECO con almeno 5 aziende: 106 province su 107 superano questa soglia per la divisione 28, un perimetro quasi completo. Il fatturato riportato è la mediana delle imprese della cella, non la media: la mediana non si lascia spostare da una singola azienda molto grande, mostra il valore dell’azienda tipica.
Dove si concentra la fabbrica di macchinari
Milano guida per numero di imprese, 1.709, quasi il doppio di Vicenza, seconda con 813. Sono le uniche due province sopra le 800 aziende. Le prime cinque, Milano, Vicenza, Brescia, Torino e Bologna, concentrano il 27,7% delle 16.464 aziende censite. Le prime dieci arrivano al 43,5%.
| Provincia | Imprese ATECO 28 | Fatturato mediano |
|---|---|---|
| Milano | 1.709 | 2.258.000 euro |
| Vicenza | 813 | 1.768.000 euro |
| Brescia | 743 | 2.542.000 euro |
| Torino | 673 | 1.685.000 euro |
| Bologna | 625 | 2.032.000 euro |
| Padova | 595 | 2.234.000 euro |
| Modena | 555 | 2.251.000 euro |
| Bergamo | 520 | 2.815.000 euro |
| Treviso | 484 | 2.092.000 euro |
| Reggio Emilia | 451 | 2.059.000 euro |
Fonte: database camerale Edizioni B2B, elaborazione su licenza Seven Data e Registro Imprese.
Anche tra le prime dieci il fatturato mediano oscilla parecchio: Bergamo, quinta per numero di imprese, ha il valore più alto del gruppo, 2.815.000 euro, oltre 1,1 milioni più di Torino, ottava per fatturato tra le stesse dieci province. Brescia conferma lo schema già visto nella subfornitura in metallo: dentro le prime dieci sia per numero sia per valore, il nucleo duro della meccanica lombarda e veneta.
Perché il fatturato non segue le imprese?
Novara non compare tra le prime dieci province per numero di aziende, appena 258, ma è prima per fatturato mediano, 3.361.000 euro. Bolzano segue con un’impostazione simile: 103 aziende, fatturato mediano 2.897.000 euro, secondo posto assoluto. In entrambi i casi le imprese sono poche ma strutturate, probabilmente orientate a impianti industriali su commessa e componentistica per l’automazione più che a macchinari di serie a basso costo unitario. Meno concorrenza diretta sul territorio, cataloghi più specializzati, prezzi che si negoziano da una posizione di maggiore forza contrattuale per il costruttore locale: la stessa dinamica che a Milano, con 1.709 aziende in gara per commesse spesso comparabili, comprime verso il basso il fatturato mediano rispetto a chi ha meno concorrenti in zona.
Il Sud resta ai margini
Le province del Mezzogiorno e delle isole sommano appena 1.658 aziende ATECO 28, il 10,1% del totale nazionale, una quota ancora più bassa di quella già registrata nella subfornitura in metallo (18,6%) e ben distante dal peso demografico dell’area, circa un terzo della popolazione italiana. Roma è la provincia meridionale più popolata di imprese del settore, 280, ma il fatturato mediano, 934.000 euro, resta sotto la media delle grandi province del Nord. Catania è il caso più debole tra i capoluoghi maggiori: appena 79 aziende e un fatturato mediano di 451.000 euro, un quinto di quello di Bergamo. Chi cerca un costruttore di macchinari specializzato al Sud trova un’offerta più sottile, con Napoli, Bari e Roma come uniche piazze sopra le 150 imprese, e prezzi di fabbrica probabilmente meno negoziabili proprio per la minore scelta tra fornitori comparabili.
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I dati di questo articolo sono un’elaborazione originale del database camerale di Edizioni B2B su licenza Seven Data e dati del Registro delle Imprese gestito da InfoCamere, perimetro ATECO 28, celle aggregate per provincia con soglia minima 5 imprese applicata alla fonte. Nelle prossime uscite dell’osservatorio camerale: il confronto tra fatturato mediano e numero di dipendenti per la stessa divisione, provincia per provincia.
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Fonte: database camerale Edizioni B2B, elaborazione su licenza Seven Data e Registro Imprese, celle aggregate ATECO 28 per provincia