NORMATIVA
Ri.Circo.Lo: 7 milioni alle PMI lombarde, scade il 5 novembre
Il bando Ri.Circo.Lo "Filiere Prioritarie" di Regione Lombardia mette 7 milioni a fondo perduto per le PMI che investono in economia circolare su plastica, tessile, RAEE e recupero del fosforo. Domande dal 6 ottobre al 5 novembre 2026.
Redazione Manifattura B2B · 19 ottobre 2026
Regione Lombardia ha aperto il 6 ottobre un bando da 7 milioni di euro per le PMI che investono in economia circolare su cinque filiere: plastica e gomma, tessile, apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE, inclusi i pannelli fotovoltaici), batterie e accumulatori, recupero del fosforo e altre materie prime critiche. Le domande si chiudono il 5 novembre: restano poco più di due settimane.
Perché ti riguarda
Se la tua azienda lavora plastica, gomma, tessile o smaltisce e recupera componenti elettronici in Lombardia, questo bando finanzia a fondo perduto investimenti che altrimenti pesano per intero sul bilancio. Non serve essere un’azienda specializzata in riciclo: la misura si rivolge a PMI che vogliono introdurre economia circolare nel proprio processo produttivo, non solo a chi fa del riciclo il proprio core business. La finestra è corta. Chi aspetta la prossima edizione rischia di aspettare un anno, come è già successo tra l’edizione 2024 dedicata a plastica e tessile e questa del 2026 estesa a RAEE e fosforo.
Cosa finanzia davvero Ri.Circo.Lo?
Il nome per intero è “Ri.Circo.Lo, edizione Filiere Prioritarie”: la misura nasce dai criteri della delibera di Giunta regionale n. 6119 del 4 maggio 2026 e diventa bando operativo con il decreto dirigenziale n. 9121 del 7 luglio 2026, pubblicato sul portale di Regione Lombardia. La base giuridica è l’Azione 2.6.2 del Programma Regionale FESR 2021-2027. Lo conferma anche la sintesi di Assolombarda, che riporta la stessa finestra di apertura: “la presentazione delle domande sarà possibile dal 06/10/2026 al 05/11/2026”.
Le filiere ammesse, secondo Assolombarda e la scheda sintesi diffusa da CNA Bergamo, sono cinque: plastica, gomma e materiali polimerici; tessile; apparecchiature elettriche ed elettroniche, RAEE compresi i pannelli fotovoltaici a fine vita; batterie e accumulatori; recupero del fosforo e di altre materie prime critiche. Rispetto alla precedente edizione del bando, limitata a plastica e tessile, il perimetro si allarga.
Quanto vale e chi può chiedere il contributo?
La dotazione complessiva è di 7 milioni di euro, confermata sia dal riepilogo degli aiuti di Stato pubblicato da Regione Lombardia sia da Assolombarda. Possono presentare domanda le PMI lombarde, in forma singola o aggregate in filiera. Sull’intensità del contributo, una fonte di settore (Reteagevolazioni) riporta un fondo perduto fino al 60% delle spese ammissibili, con progetto minimo di 50.000 euro e massimo di 1,5 milioni per progetto: dati plausibili e coerenti con l’edizione precedente del bando, ma non ancora confermati direttamente sul testo integrale del decreto in questo run, per il blocco di rete che impedisce l’accesso diretto al PDF regionale. Chi valuta la domanda deve verificare questi numeri sul bando pubblicato in Bandi e Servizi prima di presentare il progetto.
La domanda è unica e solo telematica, sulla piattaforma Bandi e Servizi di Regione Lombardia. Il meccanismo, già usato nelle edizioni precedenti di Ri.Circo.Lo, prevede in alcuni casi una fase propedeutica di diagnosi o studio ambientale prima dell’investimento vero e proprio: utile per chi non ha mai fatto un audit di circolarità sul proprio ciclo produttivo e vuole capire dove intervenire prima di spendere il contributo.
Perché conviene muoversi prima della scadenza del 5 novembre?
Una domanda telematica su una piattaforma regionale richiede tempo: raccogliere preventivi, quotazioni di fornitori e la documentazione tecnica del progetto non si fa in un giorno. Con poco più di due settimane alla chiusura, chi parte oggi ha ancora margine per costruire un progetto solido; chi aspetta l’ultima settimana rischia di consegnare un dossier debole o di non farcela. Vale anche per le aziende che lavorano in filiera: il bando ammette progetti aggregati, ma metterne insieme uno richiede accordi tra più imprese, e quello richiede più tempo di una domanda singola.
Per un subfornitore di plastica o tessile, il contributo può pagare l’adeguamento di una linea per usare materiale riciclato o recuperare scarti di produzione, un investimento che a bilancio pieno spesso resta nel cassetto. Per chi gestisce RAEE o pannelli fotovoltaici a fine vita, la misura arriva in un momento in cui i volumi da smaltire crescono (il parco fotovoltaico italiano installato negli anni 2010 comincia a generare i primi ricambi di impianto) e la capacità di trattamento locale resta un collo di bottiglia.
Cosa resta da verificare prima di presentare domanda
Il punto debole della misura, almeno dal punto di vista di chi deve decidere in fretta, è che il testo integrale del bando con l’elenco completo delle spese ammissibili, delle percentuali esatte di contributo per dimensione d’impresa e dei criteri di selezione non è stato verificato direttamente in questo run per un blocco di rete sui documenti PDF del portale regionale. Le cifre su intensità e soglie riportate qui vengono da una sola fonte di settore indipendente dal testo ufficiale, non da due fonti concordanti: prima di avviare la pratica, il riferimento resta il bando integrale pubblicato da Regione Lombardia, non questo articolo.
Vai più a fondo
Fonte primaria: Regione Lombardia, Ri.Circo.Lo, edizione Filiere Prioritarie, decreto n. 9121 del 7 luglio 2026.
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