DATI
Elettronica, il fatturato mediano di Gorizia è quasi 4 volte quello di Milano
Dal database camerale di Edizioni B2B: 5.053 aziende di elettronica e ottica (ATECO 26) in 100 province. Milano ne conta 769, il 15,2% del totale, ma il fatturato mediano più alto è a Gorizia, con appena 11 imprese.
Redazione Manifattura B2B · 13 settembre 2026
A Gorizia un’azienda di elettronica e ottica fattura in mediana 4.101.000 euro, quasi quattro volte Milano, che però conta settanta volte più imprese.
Il dato viene dal database camerale di Edizioni B2B, un’elaborazione su licenza Seven Data e Registro Imprese che copre 5.053 aziende attive in 100 province con codice ATECO 26, la fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica: componenti elettronici, apparecchi di misura e controllo, strumenti ottici e attrezzature medicali ad alta precisione. Non comprende le apparecchiature elettriche di uso più generico, come motori e cablaggi, che restano nel codice ATECO 27, già censito in una precedente uscita di questo osservatorio.
Perché ti riguarda
Contare le aziende di un distretto elettronico non basta a capire con chi si sta trattando: a Gorizia, undici imprese soltanto, il fatturato mediano supera i quattro milioni di euro, più del triplo di Milano, che ne ha 769. Comprare componenti o strumentazione da un fornitore in un polo piccolo e concentrato come Gorizia o Venezia significa negoziare con aziende strutturalmente più grandi, spesso specializzate su nicchie ad alto valore; a Milano, dove la base è larga e frammentata, la concorrenza tra fornitori è più fitta e il prezzo di listino lascia più margine di trattativa. Chi cerca un partner per prototipazione elettronica o strumentazione ottica di precisione trova quindi due mercati molto diversi sotto la stessa etichetta ATECO, non un unico bacino nazionale.
Come abbiamo contato
Il database camerale di Edizioni B2B aggrega le imprese del Registro delle Imprese per codice ATECO a due cifre e provincia: qui usiamo la divisione 26, fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica. Per tutelare la riservatezza delle imprese più piccole, nel dataset pubblico entrano solo le celle provincia-ATECO con almeno 5 aziende: 100 province su 107 superano questa soglia per la divisione 26. Per il fatturato mediano, che diventa poco affidabile su campioni minuscoli, usiamo una soglia più stretta: solo le 89 celle con almeno 10 imprese entrano nel confronto per fatturato. Il fatturato riportato è la mediana delle imprese della cella, non la media: una mediana non si sposta per colpa di una singola azienda molto grande, mostra il valore dell’azienda tipica di quella provincia.
Dove si concentrano davvero le imprese?
Milano guida nettamente per numero di imprese, 769, più del doppio di Roma, seconda con 353. Le prime cinque province, che aggiungono Torino (285), Bologna (168) e Padova (142), concentrano insieme 1.717 aziende, il 34% delle 5.053 censite a livello nazionale. Le prime dieci, con anche Monza e Brianza, Firenze, Bergamo, Brescia e Vicenza, arrivano al 46,9% del totale: quasi metà del settore vive in dieci province su cento.
| Provincia | Imprese ATECO 26 | Fatturato mediano |
|---|---|---|
| Gorizia | 11 | 4.101.000 euro |
| Venezia | 39 | 2.672.000 euro |
| Cremona | 15 | 2.346.000 euro |
| Mantova | 23 | 2.179.000 euro |
| Bergamo | 127 | 1.700.000 euro |
| Milano | 769 | 1.076.000 euro |
Fonte: database camerale Edizioni B2B, elaborazione su licenza Seven Data e Registro Imprese.
Gorizia, con appena 11 imprese, ha il fatturato mediano più alto tra le celle sopra soglia: 4.101.000 euro, il 53% in più di Venezia, seconda in classifica. Bergamo, unica tra le prime dieci per numero di imprese a comparire anche in questa tabella, si ferma a 1.700.000 euro. Milano resta ultima tra le sei: 1.076.000 euro, il 74% in meno di Gorizia, pur restando la provincia con più aziende in assoluto.
Perché una provincia piccola come Gorizia supera Milano?
Undici imprese non fanno un distretto nel senso classico, ma bastano a spostare la mediana quando sono tutte di dimensione medio-grande. È il rovescio della logica dei grandi poli: a Milano, dove il campione è ampio e comprende migliaia di micro e piccole imprese di assemblaggio, riparazione e commercio all’ingrosso di componenti registrate sotto lo stesso codice, la mediana si abbassa naturalmente. In un campione piccolo come quello di Gorizia, Cremona o Mantova, bastano poche aziende strutturate, magari fornitrici di strumentazione specialistica o componentistica per l’industria pesante della zona, per alzare il valore tipico della cella. Lo stesso schema si ripete a Venezia, con appena 39 imprese ma un fatturato mediano più che doppio rispetto a Milano.
Cosa succede fuori dai poli forti?
Fuori dalla tabella, il divario tocca punte ancora più marcate. Catanzaro, con 15 imprese, il minimo utile per il confronto, ha una mediana di soli 60.000 euro: il valore più basso registrato in questa uscita della serie ATECO 26. Il confronto con Cremona, che con un numero di imprese comparabile genera un fatturato mediano quasi quaranta volte superiore, mostra quanto la stessa etichetta possa racchiudere realtà produttive lontanissime tra loro, dalla componentistica industriale di fascia alta al piccolo assemblaggio e riparazione locale.
Vai più a fondo
I dati di questo articolo sono un’elaborazione originale del database camerale di Edizioni B2B su licenza Seven Data e dati del Registro delle Imprese gestito da InfoCamere, perimetro ATECO 26, celle aggregate per provincia con soglia minima 5 imprese applicata alla fonte (10 imprese per il confronto sul fatturato). Nelle prossime uscite dell’osservatorio camerale: lo stesso confronto applicato alla chimica (ATECO 20) e alle altre industrie manifatturiere (ATECO 32).
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Fonte: database camerale Edizioni B2B, elaborazione su licenza Seven Data e Registro Imprese, celle aggregate ATECO 26 per provincia