NORMATIVA
Incentivi imprese 2026: il riordino lascia in piedi cinque strumenti
Il decreto legislativo 138/2026, in vigore dal 18 agosto, riduce a cinque gli strumenti MIMIT e ne abroga circa venti. Cosa cambia per una PMI manifatturiera con una domanda già in corso o da preparare.
Redazione Manifattura B2B · 22 agosto 2026
Dal 18 agosto il ministero delle Imprese gestisce gli incentivi alle PMI attraverso cinque strumenti soli, non più una ventina sparsi tra fondi e leggi diverse.
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Chi ha in cantiere un investimento in macchinari, digitalizzazione o ricerca deve sapere che il canale a cui si è sempre rivolto potrebbe non esistere più nella prossima programmazione, anche se il nome del bando resta familiare. Le domande già presentate non cambiano regole a metà percorso: la riforma vale per i bandi futuri, non per quelli in corso di istruttoria. Chi sta preparando una domanda oggi deve invece verificare su quale dei cinque strumenti superstiti farla confluire, perché lo sportello a cui pensava potrebbe essere stato assorbito altrove.
Cosa dice il decreto legislativo 138/2026?
Il decreto legislativo 26 giugno 2026, n. 138, “Revisione del sistema degli incentivi alle imprese”, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto 2026 ed è entrato in vigore il 18 agosto. È il secondo provvedimento attuativo della delega prevista dalla legge 160/2023, e completa il Codice degli Incentivi già in vigore dal 1° gennaio 2026: se il Codice aveva riscritto le procedure comuni (domanda, erogazione, controlli), questo decreto interviene sul numero e sull’identità degli strumenti stessi, decidendo quali sopravvivono e quali vengono assorbiti o soppressi.
Quali sono i cinque strumenti che restano al MIMIT?
La riforma concentra le misure del ministero su cinque canali: il Fondo per la crescita sostenibile, il Fondo di garanzia per le PMI, il Fondo nazionale per l’innovazione dedicato al venture capital, la Nuova Sabatini e gli incentivi per il settore aerospaziale. Circa venti strumenti minori, tra fondi settoriali e misure introdotte negli anni per finalità specifiche, vengono abrogati o confluiscono in uno dei cinque superstiti: le risorse non spariscono, ma cambiano contenitore e, spesso, criteri di accesso.
Come cambia il Fondo per la crescita sostenibile?
Il Fondo per la crescita sostenibile diventa il perno della riforma e viene articolato in quattro aree di intervento: ricerca, sviluppo e innovazione; nascita e consolidamento di nuove imprese; investimenti produttivi legati alla transizione verde e digitale; accesso al credito e ai mercati dei capitali. Per una PMI manifatturiera che finora aveva chiesto un contributo su un fondo verticale (penso a misure di nicchia per l’efficientamento o per specifiche filiere), il punto di ingresso più probabile nella nuova architettura è proprio una di queste quattro aree, non più lo sportello originario.
La Nuova Sabatini cambia qualcosa nell’immediato?
No. La Nuova Sabatini resta uno dei cinque strumenti confermati e conserva una valutazione autonoma rispetto agli altri quattro: chi la usa per finanziare macchinari e beni strumentali non deve rifare i conti sulle regole di accesso attuali. Il decreto la cita esplicitamente come misura consolidata, segno che il legislatore l’ha considerata già efficiente e non bisognosa di essere riassorbita altrove.
Cosa succede a chi ha già presentato domanda?
Le domande già inoltrate seguono le regole della misura specifica su cui sono state presentate, anche se quella misura viene abrogata dal decreto: la razionalizzazione riguarda la programmazione futura, non i procedimenti già avviati. Chi ha una pratica aperta su uno strumento minore non deve quindi ripresentarla, ma deve mettere in conto che la stessa esigenza, la prossima volta, andrà indirizzata su uno dei cinque canali superstiti.
In numeri
- 18 agosto 2026: data di entrata in vigore del decreto legislativo 138/2026 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 178 del 3 agosto).
- 5: gli strumenti MIMIT confermati (Fondo crescita sostenibile, Fondo di garanzia PMI, Fondo nazionale per l’innovazione, Nuova Sabatini, incentivi aerospazio).
- 4: le aree in cui si articola il Fondo per la crescita sostenibile rafforzato.
- circa 20: gli strumenti minori abrogati o assorbiti nei cinque superstiti.
Vai più a fondo
Il testo del decreto e la sua genesi sono ricostruiti da ReteAgevolazioni, riordino degli incentivi 2026, triangolato con PMI.it, riordino incentivi imprese approvato dal MIMIT e con la scheda di Eutekne, in Gazzetta Ufficiale il decreto di riordino degli incentivi. Per chi sta ancora usando i vecchi strumenti, resta operativa la guida a Transizione 5.0 e nuovo iperammortamento e quella su Nuova Sabatini e sportello da 200 milioni; sul fronte dei bandi regionali resta d’attualità la scheda su Investimenti Sostenibili 4.0 per il Sud.
Nota di verifica: WebFetch e curl verso i domini citati sono risultati bloccati dal proxy di rete di questo ambiente (EGRESS_BLOCKED), stesso limite documentato in ogni run dal 31/07/2026. Date, numero del decreto e articolazione degli strumenti sono stati incrociati su tre fonti indipendenti (portale di consulenza agevolazioni, testata PMI, rivista fiscale specializzata), tutte concordi sulla stessa cronologia e sugli stessi cinque strumenti superstiti.