DATI
Metallurgia, a Lecco il fatturato mediano supera il doppio di Milano
Dal database camerale di Edizioni B2B: 2.189 aziende di metallurgia (ATECO 24) in 81 province. A Lecco il fatturato mediano è 10,43 milioni di euro, a Milano, che ha quattro volte più aziende, si ferma a 4,35 milioni. Brescia resta la piazza con il tessuto più ampio dopo Milano.
Redazione Manifattura B2B · 9 settembre 2026
In Italia le aziende di metallurgia sono 2.189, un decimo di quelle della subfornitura meccanica, ma a Lecco il fatturato mediano supera i 10 milioni di euro: più del doppio di Milano, che nello stesso comparto conta quattro volte più imprese.
Chi acquista semilavorati di acciaio, ghisa o alluminio, billette, laminati o trafilati, tratta quasi sempre con un’azienda della divisione ATECO 24, il primo anello della filiera prima che il metallo arrivi in officina per essere lavorato, tagliato o assemblato. Il numero nazionale racconta poco: la metallurgia italiana è concentrata in pochi distretti storici, e dentro quei distretti il fatturato mediano cambia di parecchio anche a parità di numero di imprese registrate. Per chi valuta un fornitore di materia prima o di semilavorati, la mappa provincia per provincia dice più del solo conteggio totale.
In numeri
- 2.189 imprese attive in Italia nel comparto ATECO 24 (metallurgia: siderurgia, fonderie, laminazione e lavorazioni di base dei metalli), distribuite su 81 celle provincia con almeno 5 imprese
- Milano è la prima provincia per numero di aziende (274), seguita da Brescia (243) e Torino (99)
- Tra le province con almeno 200 imprese, il fatturato mediano più alto è a Brescia (8,49 milioni di euro), quasi il doppio di Milano (4,35 milioni), pur avendo un numero di aziende molto vicino
- A Lecco, con appena 66 imprese, il fatturato mediano sale a 10,43 milioni di euro: il valore più alto tra le province con un campione superiore a 50 aziende
- A parità di campione, Treviso (30 imprese, 4,52 milioni mediani) fattura quasi nove volte più di Caserta (30 imprese, 483mila euro)
Fonte: elaborazione Edizioni B2B su database camerale (licenza Seven Data, Registro Imprese), soglia minima 5 imprese per cella provincia-ATECO.
Perché Brescia e Lecco rendono più di Milano, pur avendo meno aziende?
Milano resta la piazza con più imprese registrate nel comparto, ma il numero alto comprende anche una quota di commercio all’ingrosso di metalli e piccola trasformazione locale, attività che pesano nel conteggio ma tengono giù la mediana. Brescia e Lecco raccontano un’altra storia industriale. Il Bresciano ospita da decenni una delle concentrazioni più dense d’Europa di forni elettrici per la produzione di acciaio da rottame, con impianti di taglia medio-grande che lavorano in continuo per la meccanica e l’edilizia del Nord Italia. Il Lecchese ha una tradizione ancora più antica e specifica: è il distretto storico della trafileria, la lavorazione del filo metallico, con aziende che spesso vendono all’estero prodotti ad alto valore aggiunto piuttosto che semilavorati generici. Meno imprese, ma di dimensione e specializzazione superiori alla media nazionale.
Cosa spiega il divario tra Treviso e Caserta?
Le due province hanno lo stesso numero di imprese registrate, 30, quindi il confronto non nasconde un problema di campione diverso. A Treviso il comparto si inserisce in una filiera meccanica e metalmeccanica del Nordest già strutturata, con fonderie e laminatoi che forniscono componentisti e produttori di macchine della zona. A Caserta la stessa divisione ATECO raccoglie soprattutto piccole realtà di lavorazione e commercio di metalli con una domanda locale più frammentata e di importo unitario più contenuto. Non è un giudizio sulla qualità del lavoro svolto: la composizione della domanda territoriale sposta la mediana anche quando il numero di aziende coincide esattamente. Un avvertimento vale per chi userà questi numeri per decidere: in altre 10 province, tutte con meno di 10 imprese registrate, il campione è troppo piccolo per calcolare un dato affidabile e non compare in questa analisi.
Cosa cambia per chi acquista semilavorati o valuta un fornitore
Per chi acquista acciaio, alluminio o altri metalli lavorati conto terzi, il dato utile non è la classifica isolata delle province, ma il confronto tra la zona di approvvigionamento abituale e la densità di fornitori strutturati nelle vicinanze. Un’azienda che si rifornisce nell’asse Brescia-Lecco trova statisticamente più fornitori con fatturati che segnalano capacità produttiva industriale, utile quando la commessa richiede volumi costanti o certificazioni di processo. Chi opera in aree con meno fornitori strutturati potrebbe dover allargare il raggio di ricerca o allungare i tempi di consegna per semilavorati non standard, anche se il fornitore più vicino sulla carta ha un fatturato mediano più basso. Vale anche il contrario per chi vende servizi a queste aziende, dai trasporti agli impianti: sapere dove il tessuto è denso e strutturato aiuta a scegliere dove concentrare l’attività commerciale.
Domande frequenti
Cosa produce un’azienda della divisione ATECO 24? Metallurgia in senso stretto: siderurgia (produzione e prima trasformazione di acciaio e ghisa), fonderie, laminazione, trafilatura e produzione di metalli non ferrosi come alluminio e rame, prima che il materiale passi alla lavorazione meccanica vera e propria.
Perché il fatturato mediano cambia così tanto tra province con lo stesso numero di aziende? Perché la divisione ATECO raggruppa lavorazioni molto diverse per valore: produzione siderurgica su larga scala e trafilatura specializzata pesano nella mediana in modo diverso da piccole realtà di commercio o lavorazione locale di metalli.
Il fatturato mediano più alto significa che conviene sempre scegliere quella provincia? No: indica solo che le aziende della cella fatturano di più in mediana, non che offrano condizioni più economiche o più adatte a una commessa specifica. Distanza, specializzazione e capacità produttiva restano criteri distinti dal solo dato di fatturato.
Perché alcune province non compaiono in questa analisi? Perché hanno meno di 10 imprese registrate nella divisione: un campione così piccolo non permette di calcolare un fatturato mediano affidabile senza rischiare di descrivere il caso di una singola azienda come se fosse la norma del territorio.
Vai più a fondo
- Subfornitura metallo: il fatturato mediano per provincia · il comparto che lavora i semilavorati usciti dalla metallurgia
- Apparecchiature elettriche: la mappa del fatturato per provincia · un altro anello della filiera che parte dai metalli di base
- L’industria siderurgica italiana in numeri · il quadro nazionale del comparto acciaio, per contesto
Fonte: database camerale Edizioni B2B su licenza Seven Data e Registro Imprese