DATI
Vetro, ceramica e cemento: a Mantova il fatturato mediano è sette volte quello di Roma
Dal database camerale di Edizioni B2B: 8.821 aziende di vetro, ceramica e cemento (ATECO 23) in 105 province. A Mantova il fatturato mediano è 3,80 milioni di euro, a Roma, che ha otto volte più aziende, si ferma a 513mila. Reggio Emilia guida tra i campioni più ampi.
Redazione Manifattura B2B · 9 settembre 2026
A Mantova un’azienda di vetro, ceramica o cemento fattura in mediana 3,80 milioni di euro: sette volte Roma, la provincia con più imprese del comparto (338), ferma a 513mila euro mediani.
Comprare piastrelle, laterizi, forniture in vetro o prodotti a base di cemento e calce da un fornitore italiano vuol dire quasi sempre trattare con un’azienda della divisione ATECO 23, ma la sua distribuzione sul territorio non è affatto uniforme. Il numero totale di imprese non racconta granché: pochi distretti concentrano produzione industriale di scala, mentre altrove il comparto si riduce quasi solo a piccola posa e commercio locale di materiali da costruzione. Per chi valuta un fornitore, o chi opera già nel settore e vuole capire come si colloca, la mappa provincia per provincia dice più del solo conteggio nazionale.
In numeri
- 8.821 imprese attive in Italia nel comparto ATECO 23 (fabbricazione di vetro, ceramica, cemento, calce, gesso e laterizi), distribuite su 105 celle provincia con almeno 5 imprese, 104 delle quali con almeno 10 imprese, la soglia usata per i confronti di questo articolo
- Roma è la prima provincia per numero di aziende (338), seguita da Milano (292) e da Massa Carrara e Verona, appaiate a 254
- Tra le province con almeno 100 imprese, il fatturato mediano più alto è a Reggio Emilia (2,31 milioni di euro), oltre quattro volte Roma (513mila euro), pur avendo un terzo delle sue imprese
- A Mantova, con appena 42 imprese, il fatturato mediano sale a 3,80 milioni di euro, il valore più alto tra le province con un campione superiore a 40 aziende. Bolzano segue a ruota, 44 imprese e 3,79 milioni
- A parità di campione, Asti (14 imprese, 2,32 milioni mediani) fattura quasi dodici volte più di Rieti (14 imprese, 195mila euro)
Fonte: elaborazione Edizioni B2B su database camerale (licenza Seven Data, Registro Imprese), soglia minima 5 imprese per cella provincia-ATECO.
Perché Mantova e Reggio Emilia rendono più di Roma, pur avendo meno aziende?
Roma guida la classifica per numero di imprese, ma un conteggio di 338 aziende in una provincia enorme e con un mercato edilizio molto frammentato comprende in buona parte piccola posa in opera e commercio locale di materiali da costruzione: attività che restano dentro il codice ATECO 23, ma pesano sulla mediana verso il basso. Reggio Emilia racconta una storia diversa. La provincia, insieme alla vicina Modena, ospita uno dei distretti ceramici più noti d’Europa, quello di Sassuolo, con impianti industriali di scala per la produzione di piastrelle che spostano la mediana in modo molto diverso rispetto a un piccolo rivenditore di materiali edili. Mantova e Bolzano arrivano ancora più in alto, ma con campioni di appena 42 e 44 imprese: un numero così ridotto amplifica il peso di poche aziende di taglia industriale, mentre a Roma la stessa dimensione del mercato diluisce il dato su centinaia di operatori eterogenei.
Cosa spiega il divario tra Asti e Rieti?
Le due province hanno lo stesso numero di imprese registrate, 14, quindi il confronto non nasconde un problema di campione diverso. Ad Asti il comparto si inserisce in un tessuto industriale piemontese strutturato, con produttori di vetro e materiali da costruzione che servono una domanda organizzata attorno a Torino e alle province limitrofe. A Rieti la stessa divisione raccoglie soprattutto piccole realtà di produzione e commercio di materiali edili, con una domanda locale più contenuta e frammentata. Non è un giudizio sulla qualità del lavoro svolto: la composizione della domanda territoriale sposta la mediana anche quando il numero di aziende coincide esattamente. Un avvertimento vale per chi userà questi numeri per decidere: la provincia di Imperia, con appena 9 imprese registrate, resta fuori da questa analisi perché il campione è troppo piccolo per calcolare un dato affidabile.
Cosa cambia per chi acquista materiali o valuta un fornitore
Per chi acquista piastrelle, laterizi, vetro industriale o prodotti a base di cemento conto terzi, il dato utile non è la classifica isolata delle province, ma il confronto tra la zona di approvvigionamento abituale e la densità di fornitori strutturati nelle vicinanze. Un’azienda che si rifornisce nell’asse Modena-Reggio Emilia trova statisticamente più fornitori con fatturati che segnalano capacità produttiva industriale, utile quando la commessa richiede volumi costanti o certificazioni di prodotto. Chi opera in aree con meno fornitori strutturati potrebbe dover allargare il raggio di ricerca, o accettare tempi di consegna più lunghi per forniture non standard, anche se il fornitore più vicino sulla carta ha un fatturato mediano più basso. Vale anche il contrario per chi vende servizi a queste aziende, dai trasporti alla logistica di cantiere: sapere dove il tessuto è denso e strutturato aiuta a scegliere dove concentrare l’attività commerciale.
Domande frequenti
Cosa produce un’azienda della divisione ATECO 23? Vetro piano e cavo, ceramica per uso industriale e per l’edilizia, cemento, calce, gesso, laterizi e altri prodotti da costruzione in materiali non metalliferi, prima che arrivino in cantiere o passino alla lavorazione successiva.
Perché il fatturato mediano cambia così tanto tra province con lo stesso numero di aziende? Perché la divisione ATECO raggruppa lavorazioni molto diverse per valore: la produzione industriale di scala, come le piastrelle ceramiche, pesa sulla mediana in modo diverso dalla piccola posa o dal commercio locale di materiali edili.
Il fatturato mediano più alto significa che conviene sempre scegliere quella provincia? No, indica solo che le aziende della cella fatturano di più in mediana, non che offrano condizioni più economiche o più adatte a una commessa specifica. Distanza, specializzazione e capacità produttiva restano criteri distinti dal solo dato di fatturato.
Perché alcune province non compaiono in questa analisi? Perché hanno meno di 10 imprese registrate nella divisione: un campione così piccolo non permette di calcolare un fatturato mediano affidabile, senza rischiare di descrivere il caso di una singola azienda come se fosse la norma del territorio.
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Fonte: database camerale Edizioni B2B su licenza Seven Data e Registro Imprese