Edizioni B2B sabato 24 ottobre 2026 Newsletter
Manifattura B2B

Meccanica, subfornitura e macchinari: i numeri del manifatturiero italiano.

NORMATIVA

ZES unica: la finestra di gennaio che decide il credito d'imposta

Chi ha investito nel 2026 nel Mezzogiorno (e ora anche in Marche e Umbria) con il credito d'imposta ZES unica deve confermarlo all'Agenzia delle Entrate dal 3 al 17 gennaio 2027, a pena di decadenza. Cosa cambia con la legge di bilancio 2026 e perché la percentuale reale si scopre solo dopo.

Redazione Manifattura B2B · 19 ottobre 2026

Le imprese manifatturiere che nel 2026 hanno investito in macchinari o capannoni usando il credito d’imposta ZES unica hanno una finestra di appena 15 giorni, dal 3 al 17 gennaio 2027, per confermare all’Agenzia delle Entrate quanto hanno realizzato davvero. Lo dice la pagina ufficiale dell’Agenzia dedicata al credito ZES 2026: la comunicazione integrativa va presentata “a pena di decadenza” dal beneficio. Chi la perde, perde il credito, anche se l’investimento è stato completato per intero.

Perché ti riguarda

Se la tua azienda ha sede in una delle regioni ZES unica, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, e da questa edizione anche nelle aree agevolate di Marche e Umbria, e ha inviato tra marzo e maggio 2026 la comunicazione preventiva per prenotare il credito su un investimento in beni strumentali, la pratica non finisce lì. La comunicazione integrativa di gennaio non è un passaggio formale: è la condizione che trasforma una prenotazione in un credito davvero utilizzabile in compensazione con il modello F24. Due settimane, una volta l’anno, senza proroghe scritte nella norma.

Cosa cambia con la legge di bilancio 2026?

La legge 199/2025, articolo 1 commi 438-443, ha prorogato il credito d’imposta ZES unica per il triennio 2026-2028. La novità più rilevante per il manifatturiero del Centro Italia è l’estensione del perimetro, per la prima volta, anche alle aree agevolate di Marche e Umbria, oltre alle otto regioni storiche del Mezzogiorno. Lo confermano, con lo stesso riferimento normativo, sia la circolare monografica pubblicata da MySolution sia la nota tecnica della sede di Enna di ANCE sui nuovi modelli di comunicazione approvati dall’Agenzia. Restano agevolati gli investimenti in beni strumentali nuovi, impianti, macchinari, attrezzature, terreni e fabbricati strumentali, realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028.

Come funzionano le due comunicazioni, e perché quella di gennaio pesa di più?

Per ciascun anno del triennio l’impresa deve inviare due comunicazioni distinte. La prima, preventiva, dichiara la spesa già sostenuta e quella programmata entro la fine dell’anno: per il 2026 la finestra utile è stata tra il 31 marzo e il 30 maggio. La seconda, integrativa, serve a confermare quanto effettivamente realizzato entro il 31 dicembre, e per gli investimenti 2026 va trasmessa esclusivamente dal 3 al 17 gennaio 2027. L’importo confermabile non può superare quello indicato nella comunicazione preventiva: si può solo mantenerlo o ridurlo, mai alzarlo. Chi manca la finestra di gennaio non ha una seconda chance ordinaria, anche davanti a un investimento concluso nei tempi e nei modi previsti.

E se la comunicazione viene scartata per un errore?

Un solo margine di recupero è previsto dalla norma: se il sistema dell’Agenzia rigetta la comunicazione integrativa per un errore formale, l’impresa può rinviarla fino al 22 gennaio 2027 e viene considerata presentata comunque nei termini. Dopo quella data non c’è alcuna seconda finestra. Lo segnalano, nello stesso modo, sia la guida pubblicata da BDO sia quella di Incentivimpresa: entrambe insistono sul fatto che l’errore più frequente è presentare la pratica proprio l’ultimo dei 15 giorni disponibili, quando un eventuale scarto tecnico non lascia più tempo per correggere.

Quanto vale davvero il credito, alla fine della procedura?

Qui la norma introduce un’incognita che pesa sulla pianificazione finanziaria di chi ha già comprato il macchinario contando su quei soldi. Il plafond nazionale stanziato scende ogni anno: 2,3 miliardi di euro nel 2026, 1 miliardo nel 2027, 750 milioni nel 2028. Se le conferme di gennaio superano il plafond disponibile per l’anno, l’Agenzia applica una percentuale di riparto proporzionale che riduce il credito realmente fruibile da ciascuna impresa. È già successo con il credito aggiuntivo relativo al 2025, fissato al 14,6189% dopo che la percentuale ordinaria di quell’anno era stata ridotta al 60,3811%. In pratica, l’importo prenotato in primavera quasi mai coincide con quello che arriva davvero in compensazione: lo si scopre solo con un provvedimento successivo dell’Agenzia, dopo la chiusura della finestra di gennaio.

Per un’officina o una carpenteria del Mezzogiorno che ha comprato una linea nuova a fine 2026 contando sul credito ZES per finanziarla in parte, questi 15 giorni di gennaio valgono più della delibera interna che ha autorizzato l’investimento.

Chi affida la pratica al proprio commercialista dovrebbe avvisarlo adesso, non il 2 gennaio. Tra le feste e il rientro, due settimane si consumano in fretta.

Vai più a fondo

Fonte primaria: Agenzia delle Entrate, Credito d’imposta per investimenti nella ZES unica (ZES 2026), Come e quando. Approfondimento sulle scadenze: Incentivimpresa, ZES Unica e ZLS 2026-2028: scadenze comunicazioni.

Per approfondire su Manifattura B2B: Nuova Sabatini 2026, lo sportello da 200 milioni · Incentivi alle imprese 2026, il riordino in cinque strumenti · Fondo contro la deindustrializzazione, 120 milioni per Lazio e Marche

← Tutte le notizie di Manifattura B2B

Il brief di Manifattura B2B

Le notizie e i dati che contano per chi decide, direttamente nella tua casella. Gratis, una volta a settimana.

Iscriviti